Brunetta: “Smart working resterà dove migliora efficienza “

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on email
Share on print
brunetta

“Senza imbrigliarlo in percentuali, lo smart working dovrà restare uno strumento del lavoro pubblico e dovrà essere regolato dal contratto, per evitare ogni abuso a danno dei dipendenti”. Lo dice il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, in un’intervista a La Nazione – Il Giorno – Il Resto del Carlino. “Ma dovrà anche essere ancorato a tre variabili: efficienza, produttività e customer satisfaction. Se le migliora bene, altrimenti si lavora in presenza”, aggiunge. “Basta concorsi ottocenteschi” “Nell’ultimo decreto Covid abbiamo disegnato la rivoluzione dei concorsi pubblici. Innanzitutto abbiamo sbloccato quelli arenati anche a causa della pandemia: potranno riprendere dal 3 maggio grazie a un nuovo protocollo validato dal Cts – dice ancora il ministro – In secondo luogo abbiamo riformato l’accesso a regime alla Pa, digitalizzando l’intero processo, dalla presentazione della domanda alla pubblicazione delle graduatorie. Anche la prova orale potrà essere sempre svolta in videoconferenza. Basta carta e penna, basta concorsi ottocenteschi. E basta anche alberghi pieni come stadi. Abbiamo abolito le prove preselettive attraverso i quiz logico-matematici: vogliamo tornare, insomma, a dare valore ai titoli di studio e ai percorsi formativi”. “Assunzioni per rafforzare organici in settori più sofferenti: sanità e enti locali” Quanto alle nuove assunzioni nella Pubblica amministrazione, il ministro chiarisce: “Abbiamo bisogno di immettere nella Pa circa 150mila persone ogni anno da qui al 2026, non soltanto per compensare le uscite, ma anche per rafforzare gli organici dei settori più sofferenti, come la sanità e gli enti locali. In più dobbiamo reclutare personale qualificato, tecnico e gestionale, per la realizzazione dei progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza: ci sarà un nuovo portale ad hoc”. “”Eliminare colli bottiglia che potrebbero rallentare o bloccare progetti Pnrr” E le semplificazioni? “I quasi 200 miliardi del Next Generation Eu sono un treno che, senza riforme, rischiamo di perdere. Non ci può essere transizione digitale e transizione ecologica senza una Pubblica amministrazione che si trasformi da costo, come oggi è percepita, a ‘facilitatrice’ della vita di cittadini e imprese. Abbiamo, a questo fine, finora mappato quasi 600 procedure complesse. Dobbiamo eliminare tutti i colli di bottiglia che potrebbero rallentare o bloccare i progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) . I prossimi decreti, uno sulle semplificazioni e l’altro sul reclutamento, che contiamo di approvare entro la prima decade di maggio, serviranno ad accompagnare il Pnrr: la nostra patente per dire a Bruxelles che ce la faremo”, sottolinea Brunetta

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on email
Share on print

Ti potrebbero interessare

Regione Lombardia trovi adeguata copertura finanziaria per sostenere la presenza

CODACONS: CONFERMATE NOSTRE DENUNCE, CON MERCATO LIBERO SVANTAGGI ECONOMICI PER

Il testo della missiva inviata al presidente del Consiglio dei

visco

“La crisi che stiamo affrontando non ha precedenti per velocità,

Parlamentare già del Pd e da settembre di Italia Viva,

viola

Non importa dove un nuovo agente patogeno si generi: il

Chiudi il menu
Questo sito si avvale di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, accetti l’uso dei cookie.