La richiesta arriva alla luce di dati diffusi dalla stessa amministrazione regionale
Fare chiarezza sugli effetti sociali e sanitari del ticket farmaceutico introdotto in Emilia-Romagna dal maggio 2025. A chiederlo, con un’interrogazione alla giunta, è la capogruppo di FdI Marta Evangelisti, a seguito dei dati diffusi dalla stessa amministrazione regionale relativi ai primi otto mesi di applicazione della misura.
I dati evidenziano un gettito complessivo per le casse regionali pari a 32,7 milioni di euro e una flessione delle ricette farmaceutiche del 3,6%, che si traduce in quasi un milione e mezzo di prescrizioni in meno e una contrazione della spesa di circa 20 milioni di euro.
“I dati diffusi dalla Giunta non consentono di distinguere con chiarezza quale quota della riduzione delle prescrizioni sia effettivamente riconducibile a un miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva e quale, invece, possa essere collegata a una rinuncia o a un rinvio dell’accesso alle cure da parte dei cittadini non esenti – spiega Evangelisti -. Appare particolarmente significativo il fatto che la contrazione delle prescrizioni si concentri quasi esclusivamente nella fascia di popolazione chiamata a sostenere il nuovo onere economico”.
La consigliera evidenzia come “in assenza di dati analitici per età, reddito, territorio, patologia e tipologia di farmaco, risulti difficile verificare se la riduzione delle prescrizioni rappresenti realmente un recupero di appropriatezza oppure un effetto economico indotto dal ticket”.
Da qui l’interrogazione alla giunta alla quale si chiede se siano stati effettuati studi o valutazioni specifiche per verificare l’eventuale rinuncia, riduzione o rinvio delle cure farmacologiche da parte dei cittadini non esenti a seguito dell’introduzione del ticket farmaceutico regionale e quali siano i dati disaggregati.
Inoltre, all’esecutivo viene chiesto quali siano stati gli indicatori scientifici e metodologici usati per affermare che la riduzione del consumo di antibiotici, vitamina D, omega 3 e altre categorie terapeutiche sia effettivamente riconducibile a una maggiore appropriatezza prescrittiva e non a una riduzione dell’accesso alle cure e se ritenga di dover confermare in modo strutturale il ticket farmaceutico o prevederne una progressiva riduzione o abolizione.
(Brigida Miranda)



