Secondo l’analisi annuale – condotta attraverso un sondaggio sui lettori in 48 Paesi e arrivata alla quindicesima edizione – l’ANSA guida la classifica con la fiducia degli italiani che resta stabile al 74%. Seguono a pari merito SkyTg24 e Sole 24 Ore al 64%.
ANSA.it è secondo tra i siti d’informazione per numero di navigatori settimanali con il 17% a pari merito con Tgcom24 online. Primo sito è Fanpage al 22%, quarto SkyTg24, quinti Repubblica.it e Rai News online. Tra tv e radio, i tg Rai sono i primi seguiti da Mediaset, TgCom24 e SkyTg24 pari merito, poi Rai News24 e TgLa7.
Il rapporto – che nella parte italiana è curato da Alessio Cornia, che collabora anche con l’indagine sull’informazione nel nostro paese condotta dal Master in Giornalismo ‘Giorgio Bocca’ dell’Università di Torino – certifica nel nostro Paese un calo complessivo nella fiducia nelle notizie di quattro punti percentuali sul 2025, attestandosi così al 32% (la media globale è 37%). Altro dato rilevante, è che il 36% degli italiani evita talvolta o spesso le notizie, in aumento di tre punti percentuali rispetto ad un anno fa. Si riduce ancora, passando all’8%, la percentuale di italiani che pagano per l’informazione online.
La prima fonte di notizie è l’online col 69% delle preferenze, seguita dalla tv (62%), dai social media che risalgono al 45% dopo una flessione dello scorso anno (era il 27% nel 2013), infine la stampa all’11% contro il 59% del 2013. Podcast e chatbot si attestano al 6%. Il 44% degli italiani usa Facebook per le news, il 31% Instagram e il 29% WhatsApp, tutte percentuali in aumento per le tre piattaforme dell’ecosistema Meta.
A livello mondiale, il Rapporto Reuters segnala per la prima volta social e piattaforme video come il modo più utilizzato per accedere alle notizie: il singolo lettore le usa per il 54%, per il 52% la tv, per il 51% i siti e le app delle testate d’informazione. Il 77% delle persone guarda video di notizie online ogni settimana, superando così quelli delle tv. Per la fruizione si preferiscono piattaforme di terze parti come YouTube, Instagram, TikTok e Facebook. In media, le testate giornalistiche hanno visto globalmente il consumo di video sui propri siti e app diminuire di cinque punti percentuali rispetto al 2025 e di dieci punti rispetto al 2021. Una tendenza più pronunciata tra i giovani, ma si sta verificando in tutte le fasce d’età.
Altre due evidenze che emergono dal Rapporto sono l’uso dei chatbot per le notizie aumentato dal 7% al 10% a livello globale per le fasce di età più giovani, con un utilizzo pari al 16% tra le persone sotto i 35 anni, del 7% per gli over 35. Ma la fiducia nelle risposte dell’intelligenza artificiale rimane comunque relativamente bassa, pari al 20% a livello globale.
Infine, l’analisi monitora la figura dei creatori di contenuti e degli influencer: un quarto del pubblico mondiale (27%) riceve notizie da quelli più focalizzati sull’informazione e quasi la metà (46%) da creator di qualsiasi genere. “Stanno cambiando la scoperta della notizie, ma non sostituendo il giornalismo tradizionale”, sottolinea l’analisi.



