Questa ondata di caldo in Italia è intensa ma per ora non è record nei valori assoluti. La parte più estrema della massa d’aria calda resta più sbilanciata verso la Francia centro-occidentale, dove il promontorio subtropicale continentale sta lavorando con maggiore efficacia portando valori massimi fino a 43-44 °C.
Da noi il vero elemento da guardare è un altro, la durata perché una fase calda non diventa pesante solo quando batte un record ma può diventarlo anche quando insiste per molti giorni, quando le notti raffreddano poco, quando le città accumulano calore, quando il corpo non ha pause reali e quando l’afa aumenta nelle zone più umide. I modelli matematici continuano a vedere caldo persistente per almeno altri 5-6 giorni, con la possibilità di un nuovo picco tra il 28 e il 30 giugno, soprattutto sulle regioni centro-settentrionali.
Il meccanismo è interessante, l’anticiclone delle Azzorre tenderà a rinforzarsi ma prima di portare una componente più marittima potrebbe contribuire a piegare verso est l’asse dell’attuale promontorio subtropicale continentale, coinvolgendo in modo più diretto l’Italia. È una tendenza da confermare nei prossimi 2-3 giorni, ma al momento appare plausibile.
Un cambiamento più netto potrebbe arrivare nella prima decade di luglio. Le strade possibili sono due, ingresso di ondulazioni atlantiche almeno al Centro-Nord, oppure aumento della componente marittima dell’anticiclone, più azzorriana e meno continentale.
Un’ondata di caldo non si valuta solo dal picco massimo, ma anche dalla capacità dell’atmosfera di mantenere la stessa configurazione per più giorni ed in questo caso, il segnale più rilevante non è il record diffuso ma è la persistenza dell’aria calda.



