GDF ROVIGO: LOTTA ALL’ABUSIVISMO IN POLESINE

0
14

CHIUSO UN CENTRO ESTETICO A ROVIGO: UTILIZZAVA PRODOTTI COSMETICI, IN
PRIMA IPOTESI DI REATO, POTENZIALMENTE TOSSICI E CANCEROGENI SEQUESTRATA UN’AUTOFFICINA A FICAROLO (RO)

Prosegue la campagna disposta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rovigo a contrasto dell’abusivismo, che si avvale anche della preziosa collaborazione instaurata con diverse associazioni di categoria, attraverso l’esecuzione di mirati controlli nei confronti di quelle attività di produzione di beni e servizi che, operando fuori dal perimetro della legalità ma all’interno della c.d. “economia sommersa”, rappresentano una insidiosa forma di concorrenza sleale nei confronti della moltitudine di attività sane che operano nel
Polesine.

Nei giorni scorsi, nell’ambito di due distinti interventi, il Gruppo di Rovigo e la Tenenza di Occhiobello hanno messo sotto la propria lente d’ingrandimento rispettivamente un centro estetico del capoluogo ed un’autofficina di Ficarolo (RO), entrambe operanti in modo del tutto abusivo, in spregio alle rispettive normative di settore.

Per le due attività abusive sono ancora in corso gli approfondimenti investigativi finalizzati a determinare la base imponibile sottratta a tassazione.

SEQUESTRATI PRODOTTI COSMETICI – IN PRIMA IPOTESI DI REATO -POTENZIALMENTE TOSSICI E CANCEROGENI

I finanzieri del Gruppo di Rovigo, nell’ambito della campagna a contrasto dell’abusivismo nel Polesine, hanno individuato un’attività abusiva operante nel modo del beauty in pieno centro cittadino, gestita da una quarantenne ucraina che aveva avviato una fiorente attività di nail artist senza aver mai richiesto le necessarie autorizzazioni comunali e sanitarie.

La titolare, che si avvaleva anche di una trentaseienne collaboratrice assunta in nero, praticava trattamenti estetici alle mani delle clienti in totale assenza della necessaria abilitazione all’esercizio della professione (come peraltro la citata dipendente) e senza aver presentato al Comune alcuna SCIA per l’inizio dell’attività, motivo per il quale le Fiamme Gialle hanno provveduto al sequestro amministrativo del locale e di tutte le attrezzature utilizzate dalla titolare, con la contestazione di una sanzione pecuniaria fino a 15.314,00 euro e la conseguente segnalazione al Comune ed alla Camera di Commercio di
Rovigo.

Nel corso del controllo i finanzieri hanno anche rinvenuto all’interno del centro estetico oltre 30 confezioni di cosmetici utilizzati per “la ricostruzione in gel” delle unghie e contenenti TPO (Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide), sostanza ritenuta potenzialmente tossica e cancerogena, inserita dall’Unione Europea nell’elenco degli ingredienti pericolosi per i cosmetici.

Per questo motivo, i cosmetici sono stati sottoposti a sequestro probatorio penale, con la conseguente denuncia della nail artist alla Procura della Repubblica di Rovigo per il reato – secondo l’ipotesi accusatoria – di produzione, detenzione o commercio di cosmetici dannosi
per la salute umana di cui all’art. 3 D.Lgs. 204/2015 (Disciplina sanzionatoria per la violazione del regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici).

Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e la condotta dell’indagata è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria. Vige ovviamente la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

SEQUESTRATA AUTOFFICINA ABUSIVA A FICAROLO (RO)

I finanzieri della Tenenza di Occhiobello, nell’ambito della campagna a contrasto dell’abusivismo nel Polesine, hanno individuato a Ficarolo (RO) un’autofficina completamente abusiva, dove un cinquantenne italiano esercitava l’attività di meccanico su cicli e motocicli in riparazione senza i requisiti tecnico-professionali necessari e la conseguente iscrizione all’albo degli autoriparatori.

Anche in questo caso, infatti, il sedicente meccanico è risultato essere privo dei prescritti requisiti di carattere professionale, così come previsto dalla Legge 122/1992 che regolamenta il settore in argomento, né, tanto meno, aveva proceduto a richiedere
all’Agenzia delle Entrate l’attribuzione di una partita IVA.

Pertanto, attesa l’assenza dei previsti titoli autorizzativi, i finanzieri hanno provveduto al sequestro amministrativo dell’intera autofficina comprensiva di tutta l’attrezzatura professionale, costituita da banchi da lavoro, cavalletti, ponte, compressori e pezzi di ricambio vari, ed alla contestazione di una sanzione pecuniaria fino a 15.500,00 euro, con la conseguente segnalazione agli organi competenti.

Le attività esperite confermano l’impegno della Guardia di Finanza a contrasto del “sommerso d’azienda”, ossia l’esercizio dell’attività d’impresa o di lavoro autonomo in totale violazione degli obblighi regolamentari e fiscali, fenomeno che pregiudica gli equilibri economici e finanziari del Paese essendo orientato alla riduzione illegale dei costi di “struttura” (fiscali, organizzativi e del lavoro) per massimizzare i profitti e ottenere ingiusti vantaggi competitivi nei confronti della maggioranza di imprese oneste presenti sul territorio.

Un fenomeno particolarmente insidioso anche nei confronti dei consumatori, che si trovano inconsapevolmente ad acquistare servizi resi da soggetti privi molto spesso delle competenze tecniche necessarie per il corretto esercizio dell’attività, così privandosi della possibilità di rivolgersi a personale adeguatamente qualificato.