DALLA GINECOLOGA ECCO I 3 CONSIGLI PER AFFRONTARE I SINTOMI DELLA “COUGAR PUBERTY”
La perimenopausa è il periodo di transizione che precede la menopausa ed è caratterizzato da fluttuazioni nei livelli di estrogeni e progesterone.
Il dibattito attorno a questo tema è cambiato, passando dal silenzio a un’improvvisa ondata di popolarità partita dagli Stati Uniti e diventata virale su TikTok che ha portato all’affermazione del nuovo trend della “cougar puberty”.
Con l’arrivo delle calde giornate estive i principali sintomi della perimenopausa (vampate di calore, disturbi del sonno) sono ancora più fastidiosi e la ginecologa svela alcuni preziosi consigli per affrontare al meglio i rischi derivanti dagli sbalzi ormonali.
“La perimenopausa non è una malattia ma una fase di transizione. Con la giusta informazione e le cure personalizzate, le donne possono emergere più forti, serene e sicure di sé” dichiara la Dott.ssa Giovanna Maria Cristina Napolitano, medico chirurgo specialista in ginecologia e ostetricia, endometriosi e fisiopatologia della riproduzione e ginecologa della divisione scientifica di Sestre.
L’estate e il caldo sono nemici della perimenopausa, il periodo di transizione che precede l’ultimo ciclo mestruale di una donna e comprende i 12 mesi successivi, dopo i quali si instaura la menopausa.
Le torride giornate estive possono significare notti lunghe e afose che rendono difficile riuscire a dormire, soprattutto se si soffre già dei principali sintomi della menopausa come vampate di calore notturne e affaticamento. La temperatura corporea è infatti controllata da un’area del cervello chiamata ipotalamo e quando i livelli ormonali iniziano a fluttuare e poi a diminuire, possono causare disturbi in quest’area, che portano a vampate di calore e sudorazione notturna.
Quando fa caldo, questo provoca ulteriori malfunzionamenti nell’ipotalamo, il che significa che è probabile avere più sudorazione notturna e vampate di calore, proprio quando meno le si desidera. Secondo quanto emerge dallo studio scientifico Monthly variation of hot flashes, night sweats, and trouble sleeping: effect of season and proximity to the final menstrual period (FMP) in the SWAN Menstrual Calendar substudy tra le donne in perimenopausa le probabilità di soffrire di vampate di calore aumentano del 66% in estate (con un picco massimo registrato a luglio) rispetto al minimo invernale.
Per le sudorazioni notturne, il picco estivo scatta addirittura un mese prima, a giugno, con un aumento del +50%. In generale le statistiche cliniche, come quelle della North American Menopause Society, mostrano che tra il 75% e l’80% delle donne in perimenopausa soffre di sintomi vasomotori, le classiche vampate. Quando arriva il caldo estivo, questa enorme fetta di donne si trova quindi costretta a dover gestire un “doppio calore”: quello interno causato dagli sbalzi degli estrogeni e quello ambientale.
La perimenopausa, in genere, si manifesta intorno ai 45 anni e dura in media 6 anni ma i sintomi possono iniziare già intorno ai 30 anni e persistere per un decennio ed è una fase caratterizzata da importanti fluttuazioni nei livelli di estrogeni e progesterone, che si ripercuotono praticamente su ogni sistema del corpo (riproduttivo, metabolico, neurologico ed emotivo). Un tempo considerato un argomento tabù, questa fase di transizione nella vita delle donne sta finalmente assumendo un ruolo centrale nel dibattito sulla salute femminile, unendo la scienza clinica all’intelligenza emotiva.
A tal punto che, come svelato anche da importanti testate giornalistiche quali il New York Post e Vice, si sta affermando un’espressione virale e di tendenza su TikTok, la “cougar puberty“, la quale sta aiutando le donne a ridefinire e a parlare più apertamente della perimenopausa, una fase della vita spesso fraintesa, trascurata e poco discussa.
Proprio come la pubertà, la perimenopausa è un importante sconvolgimento ormonale, ma invece di essere supportata e celebrata, è spesso accolta con silenzio o stigma. “Purtroppo l’attuale sistema sanitario spesso non riesce a supportare adeguatamente le donne in questa fase di transizione – dichiara la Dott.ssa Giovanna Maria Cristina Napolitano, medico chirurgo specialista in ginecologia e ostetricia, endometriosi e fisiopatologia della riproduzione e ginecologa della divisione scientifica di Sestre – La perimenopausa è una fase di transizione naturale, non una malattia.
Tuttavia, molte donne si sentono ignorate, confuse e i loro sintomi non vengono completamente compresi durante le visite mediche. La cosa più importante è prendersi cura di sé con consapevolezza e costruire una rete di supporto che non si ferma allo studio del medico di base, ma che possa eventualmente coinvolgere anche un consulente ormonale, che può essere il ginecologo o l’endocrinologo, un nutrizionista, uno psicoterapeuta specializzato e soprattutto una rete di donne che condividono la stessa esperienza in modo da eliminare quel senso di solitudine. Con la giusta informazione e le cure personalizzate, le donne possono emergere da questa fase più forti, serene e sicure di sé.”
Un nuovo studio internazionale promosso dai ricercatori della Mayo Clinic su un campione di oltre 17mila donne provenienti da 158 paesi e pubblicato anche su Menopause, la rivista ufficiale della Menopause Society, ha esaminato ciò che le persone sanno sulla perimenopausa e i sintomi che effettivamente sperimentano. Tra le oltre 12mila donne partecipanti di età superiore ai 35 anni, infatti, i sintomi più comunemente riportati sono stati affaticamento e spossatezza (83%), irritabilità (80%), umore basso (77%), problemi di sonno e problemi digestivi (76%) e ansia (75%). Quando è stato chiesto loro cosa associassero alla perimenopausa, le partecipanti hanno citato più frequentemente vampate di calore (71%), problemi di sonno (68%) e aumento di peso (65%).
Tuttavia, tra coloro che hanno affermato di essere in perimenopausa, il 95% ha riferito di sentirsi esausta e il 93% di soffrire di affaticamento, una percentuale di gran lunga superiore a quella delle vampate di calore. I risultati di questa indagine evidenziano quindi una netta discrepanza tra i sintomi della perimenopausa che le persone si aspettano e quelli effettivamente riscontrati e provati.
Una conferma di ciò arriva dallo studio Exploring Prevalence and Drivers of Perimenopause Uncertainty Among U.S. Women: A Mixed-Methods Study ripreso anche da Medrxiv, portale web che distribuisce eprints inedite sulle scienze della salute, secondo il quale oltre 1 donna americana su 3 over 35 (34%) ha dichiarato di non essere sicura della propria fase riproduttiva, evidenziando così un persistente divario tra la crescente consapevolezza del tema e la sua reale ed effettiva comprensione.
Tale divario emerge chiaramente dal modo in cui le donne descrivono la propria esperienza. In una nuova indagine condotta da Wakefield Research emerge come il 66% delle donne statunitensi di età compresa tra i 38 e i 50 anni ha dichiarato di sentirsi più preparata ad affrontare la pubertà che la perimenopausa; un chiaro esempio di come questa fase della vita rimanga poco spiegata, poco supportata e spesso fraintesa. E le conseguenze sono profondamente personali.
La stessa indagine ha rilevato, infatti, che il 52% delle donne impegnate in una relazione afferma che la perimenopausa ha avuto un impatto sulla loro relazione sentimentale, mentre il 48% dichiara che questo periodo di transizione ha influenzato la capacità di fare esercizio fisico e mantenersi attive, evidenziando così come questa fase della vita possa ripercuotersi su quasi ogni aspetto della vita quotidiana di una donna.
Ecco, secondo la Dott.ssa Giovanna Maria Cristina Napolitano, ginecologa della divisione scientifica di Sestre, alcuni consigli per poter affrontare al meglio, durante il periodo estivo, i sintomi della “cougar puberty”:
- Curare l’alimentazione: consumare cibi ricchi di frutta, legumi, cereali integrali e verdure di stagione ricchi di antiossidanti; idratarsi adeguatamente (almeno 2 litri d’acqua al giorno) e assumere fonti naturali o integratori a base di calcio, magnesio e vitamina D. Evitare: cibi piccanti, alcol, fumo, bevande calde o con caffeina che possono innescare come dei trigger il fenomeno delle “vampate”.
- Fare attività fisica con moderazione, scegliendo le ore più fresche della giornata. Il movimento regolare può sostenere il tono dell’umore, il sonno e il benessere generale.
- Non minimizzare i sintomi: se vampate, insonnia, ansia, calo dell’umore o secchezza vaginale interferiscono con la qualità della vita, è importante parlarne con il proprio ginecologo. Si possono valutare anche in questa fase strategie personalizzate farmacologiche o più naturali.



