Un italiano a Cuba

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La Centrale Elettrica Nazionale Antonio Guiteras è un’altra volta ferma, è la quindicesima volta dall’ inizio dell’ anno

La Guiteras è la centrale elettrica che più energia apporta al SEN ( Sistema Elettrico Nazionale). Senza la Guiteras Cuba ogni giorno registra un deficit di oltre 2000MW il ché vuol dire blackout programmati di oltre 20 ore ovunque.

Io sinceramente sono venuto a Cuba per realizzare il mio sogno di lavorare nel turismo e nello sviluppo di iniziative culturali in quanto laureato in storia all’ università dell’ Avana ma negli ultimi sei mesi ho ricevuto un master in sopravvivenza, ma non voglio annoiarvi con la mia vita…

Cuba è composta per lo più da medici, insegnanti, contadini e studenti. Siamo un popolo di circa dieci milioni di persone a cui piace la vita in tutte le sue forme, l’amiamo e la difendiamo ad ogni costo.
Purtroppo per gli Stati Uniti siamo la loro ossessione, ci vogliono vedere morti e in ginocchio.

In questo momento hanno aumentato le loro angherie e soprusi sulle nostre vite. Il governo degli USA ha messo a disposizione tutto l’apparato statale, quello economico e finanziario, quello commerciale e quello militare contro il nostro popolo, contro il nostro governo e contro tutte le aziende che lavorano con noi.

Non c’è dubbio che gli sforzi che sta’ facendo il governo cubano e il popolo nel risolvere le varie emergenze sono enormi ma la grande paura è che ne usciremo più egoisti e meno altruisti.

Non ci sono mezzi di trasporto, corrente elettrica e acqua nelle case e chi può ovviamente prima pensa a salvare la propria famiglia.
L’estate è appena iniziata e purtroppo non potremmo contare nemmeno sulle entrate del turismo colpito dal blocco e dalle sanzioni. Sarà una lunga estate…

Nonostante tutto continuiamo ad avere speranza, finché resteremo uniti.

A volte qualcuno di voi mi scrive in privato chiedendomi se ancora oggi a Cuba si trova traccia del CHE Guevara?

Bè vedete, il 3 Gennaio in Venezuela c’è stato un colpo di Stato dove hanno perso la vita 32 dei nostri migliori uomini, da allora non abbiamo più avuto una goccia di petrolio dal “hermana República” del Venezuela ma ciò non ci impedisce in queste ore di tendere la mano alle centinaia di migliaia di cittadini venezuelani colpiti dal disastro del terremoto.

Li in ogni camice bianco che opera in situazioni estrema batte il cuore del CHE.