L’inchiesta del New York Times: ridotti arsenali in Asia ed Europa, allarme al Pentagono

0
7

La guerra contro l’Iran sta consumando rapidamente alcune delle munizioni più avanzate degli Stati uniti, riducendo le scorte disponibili in Europa e Asia e alimentando preoccupazioni nel Pentagono sulla capacità di affrontare contemporaneamente altre crisi, in particolare con Russia e Cina.

Lo riferisce il New York Times, citando alti funzionari statunitensi e occidentali. Il problema riguarda soprattutto i missili per la difesa aerea e le armi a lungo raggio. Secondo due fonti informate sulle scorte, dall’inizio della guerra contro l’Iran gli Stati uniti avrebbero utilizzato oltre 1.500 intercettori Patriot, mentre l’inventario attuale sarebbe inferiore a 1.700 unità.

Anche accelerando la produzione, potrebbero essere necessari più di due anni per ricostituire le quantità impiegate.Il conflitto ha inoltre costretto il Pentagono a trasferire verso il Medio Oriente navi, aerei, sistemi di difesa e munizioni provenienti da Europa e Asia.

Dall’Indo-Pacifico sarebbero stati spostati numerosi missili Tomahawk e altri sistemi a lungo raggio, mentre centinaia di intercettori avanzati sarebbero stati trasferiti dalla Corea del sud e da altre basi asiatiche.