Lagaccio, le verità alternative

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L’attuale compagine di minoranza in Consiglio comunale denuncia che la Giunta ha definanziato la riqualificazione di via del Lagaccio per due 2 milioni di euro, risorse che secondo la minoranza sarebbero state allocate dalla passata amministrazione come esito di un percorso partecipato serio e approfondito, portato avanti insieme ai comitati e alle associazioni del territorio e coordinato dall’Università di Genova.

Purtroppo in quest’epoca si sentono spesso ‘verità alternative’, utili forse a lucrare consensi ma corrosive per la democrazia. Le genovesi e i genovesi meritano ben altro approccio da parte di chi aspira a dirigere la città.

Per essere di aiuto – essendo impegnati da anni, insieme ad altre associazioni del Lagaccio, nella battaglia contro lo scempio della funivia e per la rigenerazione del quartiere – proviamo a porre alcune domande:

1.    Questi soldi per la riqualificazione di via del Lagaccio da dove saltano fuori, visto che durante l’assemblea pubblica del 4 ottobre 2024 i rappresentanti della vecchia Giunta dissero che i soldi per gli interventi a beneficio del quartiere ‘avrebbero potuto essere cercati‘ (quindi non c’erano) quando fosse stato dato il via libera alla costruzione della funivia? Qualcuno ci raccontava delle frottole due anni fa o ce le racconta oggi?

2.    Di quale “percorso partecipato serio e approfondito, portato avanti insieme ai comitati e alle associazioni del territorio” si parla? Ci siamo persi qualcosa o qualcuno ha dimenticato che quel ‘finto’ percorso partecipativo – tu accetti la funivia e io cerco qualche spicciolo a compensazione – è stato smascherato e sonoramente bocciato dagli abitanti del quartiere durante quell’assemblea pubblica?

3.    Se l’attuale minoranza in Consiglio ha davvero a cuore questo territorio fragile – che quando invece era maggioranza voleva far calpestare dai piloni di una funivia – perché non ha mai reso pubblici i risultati di uno studio sull’assetto idrogeologico che aveva promesso per settembre 2024, decisivi per completare la riqualificazione dell’ex Caserma Gavoglio (ad oggi classificata “zona rossa”, alluvionabile) e del quartiere?

4.    Che cosa intende fare l’attuale Giunta – e con quali risorse – per questo quartiere segregato da muri, deprivato e desertificato, congestionato da auto e cemento, dove è necessario ripensare tutta la mobilità (anche allargando la parte alta di via del Lagaccio)… e dove nel frattempo è stata soppressa la navetta bus: unico collegamento tra parte bassa e parte alta, utile a rompere l’isolamento e ad accedere a servizi ormai altrimenti inesistenti (specie per una popolazione fragile ed esposta anche alle ondate di calore, tra cui le molte persone anziane)?

Chiediamo dunque alla Sindaca, agli Assessori competenti e alla Presidente del Municipio un incontro urgente, per avere risposte precise sui presunti fondi già esistenti per la riqualificazione di via del Lagaccio e per fare chiarezza sulla loro visione del nostro quartiere, ma anche sui percorsi partecipati da praticare per trasformarla in progetti e sulle risorse che intendono destinarvi per realizzarli.

Come abbiamo sempre detto alle Amministrazioni di ogni colore, noi non staremo con la mano tesa, aspettando briciole dall’alto, ma proseguiremo, insieme a chi sta in basso, a rivendicare verità, diritti e dignità.