Il massacro della classe media si è compiuto, e nessuno ha sparato un colpo

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È bastato lasciare che i salari restassero fermi per trent’anni mentre tutto il resto cresceva: gli affitti, la spesa, il pane, persino l’ombra di un ombrellone.

I ricchi sono rimasti ricchi, protetti dalla loro stessa distanza dal mondo reale, capaci di pagare centomila euro per una settimana in una villa con piscina come fosse una mancia. La classe media invece, quella che per decenni ha tenuto in piedi coste, alberghi e stabilimenti, è scivolata silenziosamente tra i nuovi poveri, senza clamore, senza rivolta, con la stessa educazione con cui si accetta una sentenza già scritta.

Non è la pigrizia a svuotare le spiagge italiane anche nella settimana di Ferragosto: è l’aritmetica. Uno stipendio che non basta più a coprire un ombrellone e due lettini, il conto di un bar, quello di un ristorante che oggi pesa come il costo di un weekend intero. L’assurdo teatro di un paese in cui il potere d’acquisto eroso non fa rumore, non fa notizia, ma lascia dietro di sé un paesaggio desolato fatto di lettini vuoti e teli piegati che nessuno stenderà

È la fotografia esatta di un ceto che non è scomparso, è stato semplicemente retrocesso, senza appello, senza pietà, senza nemmeno il conforto di un titolo di giornale che ne racconti la caduta con la dignità che meriterebbe.

Roberto Avventura