Il femminicidio di Tania Terrin, uccisa dall’ex compagno la sera di Ferragosto a Camponogara, in provincia di Venezia, ci lascia sconvolti

0
19

La vittima aveva già denunciato il suo assassino, era già stata vittima di aggressioni ed erano scattate misure a sua tutela.

Questo atroce femminicidio ci deve interrogare profondamente sull’efficacia del sistema di protezione delle donne vittime di violenza.

La politica e le istituzioni devono fare molto di più, per rendere più efficaci le misure di protezione per chi denuncia e sostenendo in modo molto più robusto la rete dei centri antiviolenza che ogni giorno fanno già tantissimo per accogliere e proteggere le donne vittime di violenza.

Anche per questo, lo ripetiamo ancora una volta, è urgente agire anche sulla prevenzione, a partire dalla formazione specifica degli operatori della giustizia, delle forze dell’ordine e delle pubbliche amministrazioni, in cui è fondamentale coinvolgere i centri antiviolenza e le loro competenze.

La formazione e la specializzazione della rete sono essenziali per fare una accurata valutazione dei rischi che corrono le donne e disporre gli strumenti di tutela più adeguati al caso specifico.

E la prevenzione deve partire dall’educazione sessuoaffettiva obbligatoria in tutti i cicli scolastici, per sradicare sin da principio la cultura patriarcale del possesso sul corpo e sulla vita delle donne.

Non basta la repressione se non miglioriamo la prevenzione. Ed è un dovere di tutti e di tutte, davanti a un fenomeno strutturale come la violenza di genere.