Si è chiusa con oltre 5.000 presenze complessive la settima edizione del Mascagni Festival, il progetto della Fondazione Teatro Goldoni dedicato alla figura e all’eredità artistica di Pietro Mascagni, con la direzione artistica di Marco Voleri.
Dagli appuntamenti di avvicinamento al programma diffuso di #TerreMascagnane, fino alla settimana centrale del Festival – che ha riunito 3.700 spettatori, in crescita rispetto all’edizione 2025 – la manifestazione ha coinvolto Livorno e l’intera provincia attraverso un percorso capace di mettere in dialogo lirica, teatro, musica, cinema e nuovi linguaggi.
Al centro, la visione artistica di un Festival che guarda all’opera di Mascagni non come a un patrimonio immobile, ma come a una materia viva, capace di incontrare il presente, accogliere nuove interpretazioni e rivolgersi a pubblici differenti.
Momento centrale dell’edizione è stata la nuova produzione di Cavalleria rusticana, che ha registrato il tutto esaurito in entrambe le rappresentazioni.
Diretta da Enrico Fagone con la regia di Emanuele Gamba, l’opera è stata presentata per la prima volta nella storia del Festival in una versione accessibile attraverso la Lingua dei Segni Italiana, con interpreti LIS e la partecipazione del Coro delle Mani Bianche.



