Corrado: “Il governo non agisce sulla crisi climatica e il prezzo sarà alto”

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“Per affrontare seriamente la crisi climatica, bisogna puntare sia sulla mitigazione che sull’adattamento»

Annalisa Corrado, eurodeputata e responsabile Pd per il clima, individua nel doppio binario l’unica via di intervento sull’emergenza climatica. «Da una parte bisogna cercare di fare di tutto perché la crisi rallenti, investire sulla decarbonizzazione, sulle rinnovabili, sull’economia circolare, sulla mobilità sostenibile».

E dall’altra?

«Non si può fare finta che la crisi non sia già tra di noi: siamo sottoposti a eventi climatici violenti e dannosi. Il punto è che sta peggiorando con una velocità che nemmeno i climatologi si aspettavano».

Avete in mente una proposta di legge?

«Sì, è un tema centrale e strutturale in Europa, si sono contati migliaia di morti. Occorre tutelare la salute e la sicurezza delle persone, soprattutto per i più fragili e per chi vive in case che diventano forni in estate e frigoriferi d’inverno, senza aria condizionata».

In che modo?

«Attraverso i cosiddetti rifugi climatici: dei luoghi pubblici sicuri, accessibili, aperti e gratuiti in cui ci sia la possibilità di sedersi in un posto fresco, che garantisca i servizi igienici e acqua fredda. Si possono trovare anche delle soluzioni creative, ci sono tante strutture pubbliche che possono essere valorizzate e gestite attraverso informazioni capillari e sistemi di allerta precoce».

Questa estate ha dimostrato come colpiscano soprattutto le fasce più deboli.

«I nostri anziani sono sicuramente i più esposti e fragili: serve un potenziamento della medicina a domicilio, con la possibilità di ricevere anche i farmaci. E poi un maggiore controllo per prevenire i drammi della solitudine. In alcuni Paesi, ad esempio, sono i postini che acquisiscono funzione di controllo».

Pensate ad altri interventi specifici?

«Sì, sulle carceri, dove il sovraffollamento si somma alle condizioni estreme, all’assenza di ventilatori o di minifrigo per l’acqua. Senza contare le ore d’aria che spesso coincidono con le ore più calde. Se tutto ciò si somma ai diffusi problemi di salute mentale, possono crearsi situazioni ingestibili. E poi nelle strade servono le strutture rimovibili».

Strutture rimovibili?

«La cosa migliore è togliere asfalto e piantare alberi. Ma soprattutto nelle città a volte non è immediatamente possibile e laddove ci sono passaggi troppo esposti al sole, creare delle zone ombreggiate li rende leggermente più accessibili, è già stato sperimentato. C’è tutta una parte di misure emergenziali per contrastare la crisi climatica, ma Giorgia Meloni non ne parla mai. Bisogna prenderne atto e agire di conseguenza. Questo centrodestra non ne parla mai perché è pieno di climapiattisti. Hanno anche adottato il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. Il punto è che non ci hanno messo un euro, anzi hanno tagliato i fondi dei Comuni».

A settembre le famiglie dovranno fare i conti con le maxi bollette per i consumi dei climatizzatori.

«C’è un doppio livello su cui si deve intervenire: perché una cosa è avere l’aria condizionata, altra è potersi permettere di accenderla. Da tre anni e mezzo facciamo una battaglia su questo perché il governo non ha mosso un dito nonostante siamo il Paese europeo che paga le bollette più care, da tempo gas ed elettricità, ora anche benzina e diesel».

Il ministro Pichetto Fratin ha detto che la crisi non si contrasta per decreto.

«Non si contrasterà per decreto, ma neanche fingendo che non esista. Ancora molti degli alluvionati stanno aspettando i ristori promessi nelle famose camminate con gli stivaloni gialli, viviamo in un Paese spaccato a metà, tra alluvioni e siccità: siamo un hotspot della crisi climatica. Paghiamo un prezzo altissimo in ristori dei danni: la prevenzione ci costerebbe un quinto».