Le più aggiornate rilevazioni statistiche confermano la resilienza del Paese balcanico nei confronti dei cambiamenti climatici e del loro impatto sul portafoglio delle fonti di energia: le riforme amministrative e gli investimenti impiantistici hanno permesso di aumentare la capacità generativa interna, ridurre il peso delle importazioni e accrescere le entrate tariffarie grazie alle esportazioni
(Fonte: agenzia ATA) La produzione interna di energia elettrica, in terra albanese, è aumentata del 34,4 per cento nel secondo trimestre del 2026, e ciò contestualmente al fatto che le esportazioni hanno registrato una forte crescita mentre l’incidenza delle importazioni è diminuita.
L’istituto di statistica Instat certifica che la produzione interna netta ha raggiunto i 2361 Gigawatt/ora, in aumento rispetto ai 1757 GWh del secondo trimestre del 2025. La crescita è stata trainata principalmente dagli impianti idroelettrici, ma è aumentata anche il contributo espresso da altre fonti rinnovabili, solare e fotovoltaico in primis.
Nello stesso tempo, le esportazioni lorde di energia elettrica hanno raggiunto i 991 GWh, in significativo aumento rispetto ai 638 dell’anno precedente, con una lievitazione del 55,4 per cento. Al contrario, le importazioni lorde sono diminuite del 21,5 per cento, attestandosi a 569 GWh, rispetto ai 725 registrati nello stesso periodo del 2025.
Di conseguenza – viene rimarcato nella relazione statistica – “lo scambio di energia elettrica, calcolato come differenza tra esportazioni e importazioni lorde, è risultato positivo, pari a 422 GWh. Le centrali idroelettriche pubbliche hanno prodotto 1011 GWh, ovvero il 43,6 per cento in più rispetto all’anno precedente, mentre le centrali idroelettriche private e in concessione hanno prodotto 903 GWh, con una salita del 18 per cento. La produzione apportata dagli altri produttori e dalle altre fonti ha raggiunto i 448 GWh, con un aumento del 55,6 per cento”.
In maniera contestuale, la fruizione di elettricità da parte dei consumatori al dettaglio è aumentata del 6,2 per cento, raggiungendo i 1619 GWh. Il consumo delle famiglie è aumentato del 5,6 per cento, mentre quello dei consumatori non domestici e aziendali ha avuto una variazione positiva del 6,9.
Il Governo Rama ha rinnovato costantemente le agevolazioni tariffarie volte a incentivare la moderazione dei consumi di elettricità da parte delle famiglie vulnerabili, mentre sono stati rallentati e resi più graduali i passaggi delle micro e piccole imprese dal mercato tutelato a quello libero.
Importante è stato infine il contributo rappresentato dalla quota di perdite di energia elettrica disponibile, diminuita al 16,5 per cento, rispetto al 17,3 registrato nel secondo trimestre del 2025.
(Nella foto di apertura: il Ministro delle infrastrutture e dell’energia, onorevole Enea Karakaci)



