“Il vecchio modello di hotspot è superato? Bene. Il punto politico è questo: è superata la necessità di sapere rapidamente chi entra, chi ha diritto a restare e chi deve essere rimpatriato? Qualcuno pensa sia superata l’urgenza di dare risposte sul fronte della sicurezza e dell’immigrazione? Possiamo immaginare di riversare flussi che assumono le proporzioni di un esodo sui singoli territori?”.
Così in una nota Roberto Novelli, consigliere regionale di Forza Italia, premettendo che “l’obiettivo è risolvere i problemi, le polemiche sulle denominazioni e sulla paternità politica non ci interessano”, rilancia la sua proposta: “utilizzare fino in fondo gli strumenti del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, operativo dal 12 giugno”.
“Il nuovo regolamento sullo screening – spiega Novelli – prevede, nei casi stabiliti, identificazione, biometria, controlli di sicurezza, verifiche sanitarie e delle vulnerabilità e successivo indirizzamento verso la procedura appropriata. Lo screening interno deve normalmente concludersi entro tre giorni e può essere svolto in una struttura adeguata individuata dallo Stato. Proprio in questo contesto il Fvg può inserirsi”.
“Il Governo – aggiunge il forzista – ha già compiuto un passo importante: con il decreto pubblicato il 10 agosto, Udine e Pordenone sono state inserite nel nuovo sistema delle zone di frontiera e transito per le procedure accelerate. A Udine è stata inoltre rafforzata la struttura amministrativa dedicata. Per questo chiedo di valutare il passo successivo: un centro regionale di screening e identificazione del Friuli Venezia Giulia”.
“L’idea – afferma Novelli – è costituire una struttura operativa nella quale concentrare, nei casi previsti dalla legge, identificazione, fotosegnalamento e biometria, controlli di sicurezza e sanitari, consultazione delle banche dati e individuazione della procedura applicabile. Dopo lo screening, ciascuno deve essere indirizzato rapidamente verso il percorso previsto: protezione internazionale, procedura accelerata quando ne ricorrano i presupposti, trasferimento verso lo Stato competente oppure rimpatrio quando non esista un titolo a rimanere. Quindi, nessun rischio che queste strutture diventino un parcheggio permanente. Soprattutto, stop ai controlli fai da te con autocertificazioni assurde e ridicole”. Secondo il consigliere azzurro “sul confine orientale serve precisione: non sostengo che ogni persona rintracciata dopo il passaggio dalla Slovenia debba essere automaticamente trattata come entrata dalla frontiera esterna dell’Ue. Ma il nuovo sistema europeo disciplina anche lo screening interno delle persone rintracciate irregolarmente sul territorio nei casi previsti”.
“Senza una struttura organizzata – conclude Novelli – dedicata all’identificazione, ai controlli e alla prima gestione, rischiamo di essere travolti dall’emergenza e ricadere nella trappola dell’accoglienza diffusa. Se l’Europa chiede rapidità e tracciabilità, se il governo italiano sta facendo il possibile per dare risposte, come regione di confine abbiamo la possibilità e il dovere di interpretare un ruolo proattivo e avvalerci di tutti gli strumenti introdotti in questi mesi. Non solo la proposta non è superata, quindi, ma accoglie gli elementi innovativi e li utilizza per dare una risposta ai cittadini”.



