Aumentano in Europa i casi di malattia della pioggia. Pregliasco: “Tra i sintomi prurito e lesioni”

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Si chiama dermatofilosi ma il suo soprannome è ‘malattia della pioggia’

E’ già finita sotto i riflettori per via dei casi in aumento in Europa, con “focolai registrati da dicembre 2025” in diversi Paesi: “Francia, Germania, Spagna, Svezia, Norvegia”, ricordava l’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), in un report del 17 giugno, in cui segnalava l’evoluzione osservata per questa infezione cutanea causata dal batterio Dermatophilus congolensis, un batterio che colpisce principalmente i bovini, ma anche altri animali domestici e selvatici e che finora aveva provocato solo sporadicamente infezioni umane.

Sintomi e quadro clinico

La dermatofilosi nell’uomo provoca lesioni cutanee: papule, pustole, croste, desquamazioni e talvolta prurito. Nei casi europei recenti le lesioni sono comparse in varie aree, incluse regione genitale, inguine, cosce, tronco e volto.

Il problema diagnostico è la somiglianza con altre infezioni dermatologiche o sessualmente trasmesse.

La buona notizia: la malattia appare generalmente lieve e risponde bene alla terapia antibiotica, locale o sistemica. Finora nessuna complicanza grave nei focolai europei.
La trasmissione

Proprio per questo motivo l’agenzia Ue ha acceso un faro, ipotizzando “un possibile cambiamento nelle dinamiche di trasmissione, con la trasmissione da uomo a uomo tramite stretto contatto fisico come via più probabile, sebbene non si possa escludere la trasmissione indiretta tramite superfici e oggetti contaminati”.

Negli ultimi mesi, poi, l’elenco dei Paesi era già cresciuto e l’Ecdc nell’ultimo documento diffuso il 21 agosto conferma che i casi si stanno osservando “prevalentemente, ma non esclusivamente, tra uomini gay, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, spesso segnalando la recente frequentazione di luoghi in cui si pratica sesso all’interno di locali, comprese le saune”.

Bilancio aggiornato al 20 agosto 2026: 123 casi di infezione da D. congolensis in 10 Paesi europei, cioè Austria, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito.

E proprio il singolo caso registrato in Gb pochi giorni fa si è guadagnato le pagine di ‘Bmj’: “Nel Regno Unito – rileva la rivista scientifica – è stata rilevata per la prima volta l’infezione cutanea a trasmissione sessuale, in un contesto di aumento dei casi in Europa”. L’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (Ukhsa) ha dichiarato a Bmj che il caso è stato identificato in Scozia ed è collegato alla frequentazione di un locale adibito ad attività sessuali.