Sabrina Ferrero: “Con i Promessi Sposi di Ghisolfi abbiamo messo Nerosubianco una forte unione editoriale”

0
22

Nostra intervista esclusiva all’editrice cuneese Sabrina Ferrero, che ha instaurato con il Banchiere scrittore – in volo per Tirana e l’Albania per una nuova missione di diplomazia culturale e finanziaria – un sodalizio intorno al progetto, del tutto inedito, di rivisitazione attualizzata di uno dei titoli più emblematici di tutte le epoche letterarie italiane: “Ma l’educazione civica, connotato distintivo della produzione scritturale del Professor Ghisolfi, resta un fattore distintivo anche di quest’ultimo libro, che porta ai giorni nostri le sfide di Renzo e Lucia, proiettati in un’Italia post pandemica che, ora come allora, chiede soltanto di poter tornare alla normalità”

L’opera inedita, nelle librerie fisiche a partire dal prossimo 15 settembre, è fin d’ora prenotabile dai lettori interessati sulla piattaforma di Amazon, al fine di fare fronte al crescente clima di attesa tra il pubblico delle famiglie

Beppe Ghisolfi e Alessandro Manzoni. Il Banchiere che fa rivivere il Romantico, attualizzando uno dei titoli più iconici della letteratura Italiana di ogni tempo. Quando è nata la collaborazione tra Nerosubianco e Beppe Ghisolfi? E i Promessi Sposi preludono a una relazione editoriale duratura?

“La collaborazione tra Nerosubianco e Beppe Ghisolfi è nata con questo progetto, che ha rappresentato fin dall’inizio qualcosa di particolare. Ghisolfi, infatti, è conosciuto soprattutto per la sua attività nel campo della finanza e per i suoi libri dedicati all’economia e alla cultura finanziaria. Affrontare I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni significava quindi misurarsi con un’opera e con un ambito completamente diversi da quelli che aveva frequentato fino a quel momento. È proprio questo, a mio avviso, l’aspetto più interessante e innovativo dell’incontro: portare una personalità legata al mondo della finanza dentro uno dei grandi Classici della Letteratura italiana, senza snaturarlo, ma proponendone una rilettura capace di restituirlo al lettore contemporaneo. Per Nerosubianco è stata un’occasione per lavorare su un titolo identificativo della nostra tradizione letteraria attraverso una prospettiva insolita. Non si è trattato, dunque, di un percorso editoriale già programmato, ma del confronto con un progetto nuovo e con un libro che Ghisolfi stesso non aveva mai affrontato prima sul piano del genere narrativo, sebbene resti prioritario l’orientamento a un pubblico familiare”.

Renzo e Lucia ieri, nell’Italia delle occupazioni straniere, delle guerre e delle epidemie. Renzo e Lucia oggi, nell’Italia post pandemica ma internamente in pace. Quali le differenze e quali le similitudini?

“Le differenze sono naturalmente molte. Renzo e Lucia vivono in un’Italia segnata dalle guerre, dalle carestie, dalla peste e dalle dominazioni straniere; il lettore di oggi vive in una società profondamente diversa, nella quale le condizioni materiali e sociali sono cambiate radicalmente. Eppure, leggendo la loro storia dopo lo shock della pandemia, è difficile non riconoscere alcune sensazioni che ci sono diventate familiari: l’incertezza, la paura per ciò che può accadere, la necessità di adattarsi a circostanze che non abbiamo scelto e, soprattutto, il desiderio di tornare a una dimensione di stabile normalità. È forse questa la grande forza dei Classici: cambiano i tempi, ma alcune esperienze umane rimangono. Renzo e Lucia non sono soltanto due personaggi del Seicento; sono due persone che attraversano una crisi, subiscono eventi più grandi di loro e cercano, nonostante tutto, di costruire il proprio futuro. La similitudine più forte, quindi, non la vedrei tanto nelle circostanze storiche quanto nella condizione umana in sé. Manzoni ci ricorda che anche nei momenti più difficili l’Uomo continua a cercare una strada, a coltivare i propri affetti e a sperare. Ed è proprio questo che rende una storia, scritta quasi due secoli fa, nell’Italia Regìa, ancora capace di parlarci oggi”.

Nella propria presentazione iniziale, l’Autore Ghisolfi ha dichiarato che, rispetto al passato, a tutto non può più pensare solo la Provvidenza. Le sventure e i complotti si possono sconfiggere, oggi, con un mix di educazione, istruzione, mezzi e naturalmente buona sorte. Renzo e Lucia avrebbero più sfide davanti per coronare il proprio sogno? In tal senso, l’opera di Ghisolfi può essere intesa come il naturale sviluppo, più romanzato, del suo pluridecennale impegno per l’educazione civica?

“Credo che Renzo e Lucia, se vivessero oggi, avrebbero sfide diverse, ma non necessariamente più semplici. Non dovrebbero affrontare la peste, la carestia o le guerre che fanno da sfondo alla loro vicenda, ma si troverebbero comunque a fare i conti con un mondo complesso, nel quale istruzione, consapevolezza, capacità di comprendere la realtà e anche i mezzi economici possono fare la differenza tra la rassegnazione e il riscatto”.