Mio padre veniva a vedermi giocare senza dire una parola

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Di commenti non ne faceva. Né prima né dopo. Mi ha insegnato i valori, a fare le cose con rigore e serietà.

L’unica minaccia, esagerata, me la fece quando venne a sapere, non so da chi, che avevo dato un pugno sulla spalla a una compagna di scuola perché non voleva darmi la figurina che mi mancava per finire la collezione.

Papà mi disse, con calma, un’altra lamentela dalla scuola e ti inchiodo le orecchie al banco. Non ci fu un’altra lamentela”.

Fonte: calciomercatonews
Roberto Donadoni