Strage in famiglia a Finale Ligure. Padre, madre e figlio trovati morti in casa

0
15

Ha ucciso sua moglie e suo figlio mentre dormivano, poi si è sparato. La tragedia è avvenuta a Finale Ligure, nel savonese. Tre colpi di pistola sparati a mezzanotte, uditi dai vicini. Uno per ogni vita tolta.

E la scoperta, stamattina, dei tre corpi nella villetta sulla collina che guarda il mare. Lui, Daniele Baruzzo, 59 anni, impiegato in un’azienda di automotive, nella notte tra mercoledì e giovedì 3 settembre ha preso la pistola e ha ucciso nella loro abitazione il figlio di 15 anni Mattia e la moglie, Paola Siri, architetta e libera professionista.

In una lettera ha spiegato perché l’ha fatto: problemi familiari che erano diventati troppo pesanti da sopportare. C’è chi dice che Baruzzo fosse un uomo tutto d’un pezzo, che si accollava qualsiasi problema di famiglia. Che lavorava tanto ma che stava anche dietro ad alcuni parenti molto stretti con problematiche importanti. C’è chi dice che la vita non gli aveva regalato niente ma che lui, gran lavoratore, si accollava tutto il peso e che, dicono gli amici “non aveva mai chiesto aiuto a nessuno”. Aveva un regolare porto d’armi per la pistola, arma che usava al poligono. Un uomo che – a quanto sembra – avrebbe dovuto portare la famiglia in vacanza durante il fine settimana, lasciando a casa tutte le sue mille preoccupazioni familiari e lavorative. E invece qualcosa si è rotto.
La tragedia ligure dopo quella di Roma

La vicenda riporta drammaticamente al centro della cronaca un’altra tragedia avvenuta nel quartiere capitolino di Pietralata: solo pochi giorni fa, a Roma, erano stati trovati morti Luca Abbasciano, 42 anni, la moglie Valentina Pambianco, 41, e la loro figlia Bianca, di 5 anni. Anche in quel caso l’ipotesi investigativa è quella di un duplice omicidio seguito dal suicidio.

Nell’inchiesta romana gli investigatori stanno cercando di ricostruire la successione degli spari e il ruolo avuto dalla pistola legalmente detenuta dal padre.

Le autopsie e gli esami balistici dovranno fornire elementi decisivi, insieme allo stub (ovvero l’esame medico-legale che serve a verificare se una persona abbia sparato con un’arma da fuoco) sulle mani dei coniugi, ai telefoni e all’analisi della situazione economica della famiglia.

Tra gli elementi emersi nell’abitazione della famiglia, affranta per il dramma della malattia della figlioletta, sono state trovate alcune lettere, nelle quali comparirebbero riferimenti alla solitudine e alla difficoltà di affrontare una situazione sempre più pesante. Al centro degli accertamenti ci sono anche le ingenti spese sostenute dalla coppia per le cure della figlia, compresi i viaggi in Messico per sottoporla a trattamenti sperimentali.