Nel briefing quotidiano con la stampa, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha parlato dell’annunciato viaggio a Mosca degli emissari statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, spiegando che il Cremlino informerà i giornalisti quando si svolgeranno gli incontri: “Non vorrei fare annunci anticipati, ma quando questi contatti avranno luogo vi informeremo”.
Alla domanda se la Russia intendesse chiedere direttamente a Kiev di interrompere quelli che Mosca definisce attacchi terroristici prima della visita dei due emissari, ha risposto in modo netto: “No, non lo farà”. Ha poi aggiunto: “Probabilmente gli americani chiederanno agli ucraini di interrompere l’attività terroristica”.
Sulle prospettive di una soluzione negoziata del conflitto, Peskov ha affermato che, nonostante Vladimir Putin abbia recentemente sostenuto che esistano possibilità di pace, “purtroppo non ci sono ancora presupposti concreti”.
Tuttavia, ha sottolineato che “il lavoro continua e i contatti continuano”. Secondo il portavoce del Cremlino, restano sia la disponibilità degli Stati Uniti a proseguire gli sforzi di mediazione, sia la disponibilità della Russia a raggiungere i propri obiettivi per via pacifica.
Ha aggiunto che la posizione illustrata da Putin due anni fa al ministero degli Esteri russo rimane immutata e che questa posizione è ben nota a Kiev. Per questo motivo, ha concluso, “non si può escludere la possibilità di riuscire comunque ad arrivare a una soluzione in modo pacifico”.
Peskov ha poi commentato le notizie sui progetti di Germania, Regno Unito e Francia per sostenere la produzione di missili a lungo raggio sul territorio ucraino. “Abbiamo sentito queste informazioni, le stiamo seguendo attentamente e le stiamo verificando”, ha dichiarato.
Ha avvertito che “qualsiasi struttura di questo tipo sul territorio dell’Ucraina diventerà un obiettivo legittimo per le nostre forze armate”. Secondo il portavoce del Cremlino, quelli che ha definito “segni della militarizzazione dell’Ucraina” finiranno per ritorcersi contro gli stessi cittadini ucraini: “Tali manifestazioni della militarizzazione dell’Ucraina si trasformeranno in un altro mal di testa per gli stessi ucraini”.
Interpellato sulle accuse delle autorità tedesche secondo cui la Russia sarebbe coinvolta nell’incidente con un drone all’aeroporto di Lipsia, Peskov ha respinto le affermazioni di Berlino.
“Abbiamo preso nota del fatto che contro la Federazione Russa sono state formulate accuse del tutto infondate. Le respingiamo categoricamente, le consideriamo assolutamente vuote e prive di qualsiasi argomentazione convincente”. Ha inoltre sostenuto che le autorità tedesche avrebbero adottato un atteggiamento diverso nel caso delle esplosioni dei gasdotti Nord Stream: “Non abbiamo sentito una sola parola contro l’Ucraina da parte dello stesso ministro dell’Interno tedesco. Per questo, in questa situazione, le sue dichiarazioni ci sembrano più che poco convincenti”.
Nel corso del briefing, Peskov ha inoltre fatto riferimento più volte alle azioni attribuite da Mosca al “regime di Kiev” (sic) e alle attività che la Russia qualifica come terroristiche, sostenendo che tali questioni restano centrali nei contatti internazionali legati al conflitto.



