Il banchiere scrittore, che si appresta a svolgere un’intensa settimana di diplomazia istituzionale e culturale fra Piemonte e Albania – dove sarà in missione da mercoledì a sabato – al proprio rientro in terra subalpina sarà ricevuto dai delegati del Principato onorario di Seborga nel castello di Piea nella giornata domenicale del 13 settembre, su iniziativa del ministro plenipotenziario Giovanni Seia che procederà ad assegnargli il prestigioso titolo per alti meriti sociali e di divulgazione economica

“Il Principato di Seborga – ricorda Giovanni Seia – conferisce la Pro Virtute a chi si è distinto per meriti, impegno e qualità personali e professionali. Per l’amico Professor Ghisolfi, la medaglia rappresenta la tappa ulteriore di un cammino dove l’esperienza bancaria si è intrecciata con l’impegno culturale e divulgativo, in particolare nella diffusione della cultura economica e finanziaria, con l’obiettivo di rendere accessibili a tutti temi spesso riservati agli addetti ai lavori e diventati grazie a lui patrimonio delle nuove generazioni”.

Grande Ufficiale della Repubblica Italiana, il Professor Ghisolfi “è da tempo vicino alle vicende del Principato di Seborga. Alla lunga esperienza maturata nel settore bancario ha affiancato numerosi incarichi e una intensa attività di scrittore, divulgatore e promotore socio economico a livello globale, mantenendo un costante forte legame con il territorio. La cerimonia in suo onore avverrà alla presenza del Principe Diego Beltrutti di San Biagio e di autorevoli esponenti dell’Ordine dei Cavalieri Bianchi, Guardia del Principato, per celebrare non soltanto una carriera, ma anche un modo di intendere la professione del Banchiere e del Dirigente di categoria come espressione di competenza, responsabilità e servizio alla comunità”.
Il Principato di Seborga è un piccolo borgo montano in Liguria (in provincia di Imperia) che da oltre sessant’anni si proclama microNazione indipendente, sebbene dal punto di vista dello Stato italiano sia un Comune a tutti gli effetti. Le sue origini vengono fatte risalire all’anno 954.



