Anzi, diventa ancora più difficile arrivare alla fine
Vale anche per questo Governo: la durata non è un risultato da esibire al posto delle risposte al Paese. Eppure oggi ci raccontano che bisogna cambiare la legge elettorale per garantire quella stabilità di cui godono da quasi quattro anni.
La verità è che stanno cucendo le regole sui propri sondaggi. Sale Vannacci? Si cambia strategia. La soglia per il premio sembra troppo alta? Si prova ad abbassarla.
E la volontà degli elettori? Con il premio nazionale al Senato, una coalizione potrebbe vincere in una regione e ritrovarsi con meno senatori di chi ha perso. Con il conteggio previsto per le coalizioni, una parte dei voti alle liste sotto soglia non concorrerebbe all’assegnazione del premio.
Poi c’è la presa in giro delle preferenze. Nel testo arrivato al Senato non ci sono, ma loro già promettono: “Finalmente potrete scegliere i vostri rappresentanti”.
Peccato che, con il sistema annunciato, un candidato potrebbe raccogliere moltissime preferenze e restare a casa: se al suo partito spettasse un solo seggio, entrerebbe il capolista bloccato. Scelto dal partito.
Oggi in Aula l’ho detto chiaramente: questa legge è sbagliata e deve essere fermata. Le regole della democrazia devono rispettare il voto dei cittadini, non possono essere riscritte a ogni sondaggio



