La farsa delle preferenze approvate ieri in Senato

0
13

1) Se ne possono esprimere tre, ma in moltissimi casi passerà solo il capolista bloccato. Dunque non è affatto vero che la scelta degli eletti passi interamente ai cittadini;

2) I capolista potranno essere tutti uomini perché salta la norma vigente che imponeva un rapporto tra generi di 40/60. Singolare che ciò accada proprio quando per la prima volta nella storia c’è una donna come presidente del consiglio;

3) l’alternanza di genere c’è solo dalla seconda persona in lista. Cioè il candidato che viene subito dopo il capolista può essere dello stesso sesso.

Vi prendono in giro, e alcuni nemmeno se ne rendono conto.

Vitalba Azzollini