Stintino – Due bambini in età prescolare che chiedono di frequentare la scuola dell’infanzia a Stintino e si vedono indicare come alternativa una struttura a Porto Torres. Per le famiglie significa affrontare ogni giorno circa 60 chilometri tra andata e ritorno. Per il gruppo di minoranza “Stintino Passi Avanti” non può essere considerata una semplice questione organizzativa: è un problema che riguarda direttamente la qualità dei servizi, la vita delle famiglie e la tenuta della comunità.
Per questo il gruppo consiliare ha pronta un’interrogazione a risposta scritta e orale rivolta al sindaco, all’assessore competente in materia di Pubblica istruzione e Politiche scolastiche e al presidente del Consiglio comunale, chiedendo di conoscere con precisione le ragioni del mancato accoglimento da parte della scuola delle due domande di iscrizione anticipata e, soprattutto, quali soluzioni siano state valutate prima di indirizzare le famiglie verso Porto Torres.
Secondo quanto riportato nell’interrogazione, nella scuola dell’infanzia di Stintino risultano iscritti complessivamente 21 bambini. Le due ulteriori richieste sarebbero state respinte per il superamento del numero massimo di alunni accoglibili. La minoranza chiede quindi di conoscere il limite numerico applicato, la composizione delle sezioni e i criteri utilizzati dall’istituzione scolastica.
Il punto centrale, però, è un altro: verificare se siano state realmente esplorate tutte le possibilità per consentire ai due bambini di frequentare la scuola nel proprio Comune. L’interrogazione chiede di sapere se siano state valutate una diversa organizzazione delle sezioni, l’utilizzo di spazi idonei, risorse aggiuntive, incrementi di organico, l’apertura di una sezione aggiuntiva, eventuali deroghe o altre soluzioni compatibili con la normativa.
«Qui non stiamo parlando di un dettaglio burocratico. Stiamo parlando di due bambini e di due famiglie alle quali viene detto che, per frequentare l’asilo, devono andare a Porto Torres – afferma il consigliere di opposizione Giuseppino Denegri -. Sappiamo che esistono limiti e regole che la scuola deve rispettare, ma il Comune deve attivarsi, confrontarsi con la dirigenza scolastica, con gli uffici competenti e con tutti i soggetti interessati per verificare ogni possibilità».
Per “Stintino Passi Avanti” la questione assume un peso ancora maggiore in un paese che deve fare i conti con lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione e la riduzione dei servizi di prossimità. La scuola dell’infanzia non è soltanto un servizio educativo: è un elemento concreto della qualità della vita delle famiglie e può incidere sulle scelte di chi vive, lavora o decide di stabilirsi a Stintino.
La disponibilità dei servizi educativi riguarda però anche chi oggi non vive a Stintino ma potrebbe decidere di trasferirsi. Per una giovane coppia con figli, sapere di poter contare su una scuola dell’infanzia nel proprio Comune è un elemento concreto nella scelta di dove costruire la propria vita. Se anche l’accesso ai servizi di base diventa incerto, il rischio è che Stintino risulti meno attrattivo proprio per quelle famiglie che potrebbero contribuire a contrastare lo spopolamento e a mantenere viva la comunità durante tutto l’anno.*
«Da una parte si parla di contrastare lo spopolamento, sostenere le famiglie e rendere Stintino più vivibile. Dall’altra, quando due bambini chiedono di frequentare l’asilo nel proprio paese, viene indicata una soluzione a trenta chilometri di distanza. È una contraddizione che merita una risposta», prosegue Denegri.
L’interrogazione chiede inoltre se l’Amministrazione intenda convocare con urgenza un incontro con le famiglie, la scuola e gli enti competenti e quali iniziative intenda adottare per rafforzare nel tempo i servizi per l’infanzia. Qualora non fosse possibile trovare una soluzione a Stintino, la minoranza chiede infine quali forme di sostegno concreto possano essere garantite alle famiglie per affrontare trasporti, costi, orari e conciliazione tra vita familiare e lavoro.
«Un paese che vuole mantenere le famiglie non può considerare la scuola un problema di qualcun altro. Chiediamo al Comune di fare la propria parte fino in fondo e di rendere pubbliche le iniziative che intende assumere. Perché difendere i servizi per l’infanzia significa anche creare le condizioni perché le famiglie possano continuare a vivere a Stintino», conclude Denegri.



