Famiglie, edifici pubblici, imprese e industrie saranno i soggetti interessati dalle iniziative volte a creare maggiore efficienza sul piano del dispendio di energia, incentivando e abbattendo i costi di installazione degli impianti domestici e aziendali. Sono previsti interventi destinati a generare una ricaduta fino a 50 miliardi di euro di risorse pubbliche e private nell’economia reale

(Fonte: Scan TV) Mettere un freno strutturale alla crescita dei consumi energetici entro il 2030, grazie a una serie di provvedimenti che interesseranno famiglie, enti pubblici, settore imprenditoriale privato. A stabilirlo, con clausole di dettaglio, è il governo Rama tramite il Piano nazionale, appena elaborato, “per l’energia e il clima”, che pone all’8,4 per cento il contributo nazionale alla causa dell’efficienza energetica, fissando i limiti di consumo da conseguire entro il 2030. Il consumo di energia primaria, da qui alla fine del decennio in corso, va limitato a 2,5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtoe), mentre il consumo finale va circoscritto a 2,4 Mtoe. Questa soglia dovrà ricomprendere le varie forme di energia utilizzate, dall’elettricità ai combustibili, alle biomasse e altre fonti ancora.
Le azioni incentivanti del ministero si concentreranno nel segmento residenziale e degli edifici, dove sarà perseguito e incoraggiato il miglioramento delle prestazioni energetiche del patrimonio edilizio esistente, tramite progetti di ristrutturazione, isolamento termico e ottimizzazione degli impianti di riscaldamento e raffreddamento; ciò esteso sia all’ambito residenziale che a quello degli edifici pubblici. In quest’ultimo caso, l’efficienza da raggiungere è inseparabile dal ruolo che l’amministrazione pubblica, titolare dell’immobile, dovrebbe svolgere come esempio virtuoso nella riduzione dei consumi, ristrutturando edifici e utilizzando attrezzature e tecnologie di ultima generazione energetica. Per le famiglie, il miglioramento delle prestazioni abitative mira a ridurre la quantità generabile necessaria al riscaldamento, al raffreddamento e agli altri usi.
Il Piano al 2030 trova piena applicazione all’industria, ottimizzando processi e attrezzature, garantendo verifiche energetiche e sistemi di gestione. L’obiettivo è garantire una crescita economica sostenuta accompagnata da un più ridotto tasso di crescita dei consumi, affinché la transizione energetica non generi stagnazione ma diventi essa stessa una fonte di investimenti addizionali e innovativi.



