Il Papa: la Biblioteca Vaticana, cuore pulsante in cerca di “nuovi varchi di riconciliazione”

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Nell’inaugurare la mostra “AQVA” che apre il ciclo “Catastrofe e meraviglia”, Leone XIV incontra il personale dell’Archivio Apostolico e della Biblioteca Apostolica

Esorta ad andare avanti, “fedeli al passato e fedeli al futuro”, usando i mezzi necessari per proseguire sulla strada del bene. Al Pontefice viene offerta una torta per festeggiare il suo 71.mo compleanno
Benedetta Capelli – Città del Vaticano

“Auguri!”: esclama una giornalista dietro le transenne poste nel Cortile del Belvedere dove il Papa arriva alle 11.27 di oggi, 14 settembre, a bordo dell’auto targata SCV1 per inaugurare la mostra AQVA, nel giorno del suo compleanno. Leone XIV risponde “grazie” da lontano e poco dopo si volta attirato dal coro in spagnolo – Feliz cumpleaños – che sopraggiunge dall’altro lato del Cortile, dalle finestre dei Musei Vaticani, improvvisato dai visitatori che hanno potuto così omaggiare il Pontefice nel giorno in cui compie 71 anni.

A salutarlo, appena sceso dall’auto, l’arcivescovo Giovanni Cesare Pagazzi, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, con il salesiano don Mauro Mantovani, prefetto della Biblioteca apostolica vaticana, don Giacomo Cardinali, vice prefetto della stessa e curatore della mostra, l’agostiniano Rocco Ronzani, prefetto dell’Archivio Apostolico Vaticano, e suor Raffaella Petrini, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano

Accompagnano il Papa nella visita gli arcivescovi Paolo Rudelli, sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, e Petar Rajič, prefetto della Casa Pontificia, con monsignor Leonardo Sapienza, reggente della Prefettura, e l’agostiniano Edward Daniang Daleng, vicereggente; e i segretari particolari di Sua Santità monsignor Edgard Iván Rimaycuna Inga e don Marco Billeri.

“Catastrofe e meraviglia”

Ad attirare subito l’attenzione di Leone XIV è l’installazione creata dall’artista francese JR, una grande onda bianca e nera che rappresenta l’ambivalenza dell’acqua, meraviglia della natura ed elemento anche catastrofico, che cambia l”immagine della facciata d’ingresso di Biblioteca e Archivio. Un’opera ispirata alle incisioni ideate dal pittore Gustave Dorè per l’edizione della Bibbia in francese del 1866. Prima di entrare Leone XIV saluta chi ha contribuito a realizzarla: lo stesso artista JR, il tipografo Bill Moran, lo chef Furio Pierangelini, e anche i promotori dell’allestimento. La mostra apre il ciclo espositivo “Catastrofe e Meraviglia” che intende proporre una riflessione ampia e interdisciplinare sugli elementi naturali intesi come specchio delle paure e delle speranze dell’umanità.

La mamma bibliotecaria

Dopo aver visitato la mostra, Papa Leone inizia il suo discorso facendo un cenno alla sua storia personale e che, in questo giorno speciale per lui, sembra non essere solo una coincidenza fortuita.

Vorrei solo dire che Dio nella sua Provvidenza, e qualche volta con un certo umorismo, ci fa ricordare sempre che Dio è con noi. Molti di voi forse non sapete che mia madre era bibliotecaria! E oggi mi trovo qui per il compleanno proprio per salutare tutti.

Segno di vicinanza e apprezzamento

Guardando il patrimonio di libri custoditi nella Sala Leonina della Biblioteca Apostolica Vaticana si avverte silenzio e inquietudine: il doppio registro che un lettore appassionato ritrova nelle pagine di romanzi, di trattati, nelle preghiere e nelle Sacre Scritture. Il Papa parla di “sistole” e “diastole”: i due movimenti del cuore per descrivere la Biblioteca Apostolica Vaticana che oggi visita per la prima volta da Pontefice “sulla scia – afferma – dei miei predecessori”.

Questo vorrebbe essere un segno della vicinanza e dell’apprezzamento del Papa per la missione dell’Archivio Apostolico e della Biblioteca Apostolica, al servizio dello sviluppo e della divulgazione della cultura, a favore della Chiesa e dell’umanità intera.

AQVA è la mostra di apertura del ciclo espositivo “Catastrofe e Meraviglia” che intende proporre una riflessione ampia e interdisciplinare sugli elementi naturali intesi come specchio delle paure e delle speranze dell’umanità. Aqua come generatore di vita e forza dirompente, riflesso dunque delle ansie dell’uomo di fronte a ciò che sfugge al suo controllo.

Silenzio che chiama silenzio

Silenzio e inquietudine il Papa li richiama nel suo discorso, soffermandosi sull’immagine di una biblioteca come “ambiente pacato, tranquillo”.

I libri sono silenziosi e chiedono silenzio. In realtà, se da una parte un libro pacifica, dall’altra accende inquietudine, alimenta il desiderio e il coraggio della ricerca. Sant’Agostino è un emblema di questa dinamica

La profondità del desiderio

Nell’animo del santo d’Ippona c’era vitalità ma anche il tormento per le forze che si scontravano in lui e che lanciavano “grida disperate” placate solo dalla voce di un bimbo che lo esortò, come narra nelle Confessioni, a prendere un libro e a leggerlo. Le parole della Lettera ai Romani di San Paolo – racconta il Papa – spensero i dubbi di Agostino ma accesero soprattutto il desiderio di leggere e comprendere ancora di più la profondità delle Sacre Scritture.

Il libro delle Scritture che raggiunse Agostino è il medesimo che gli spalancò lo spirito. Carissimi, tutti voi, custodendo, studiando e mettendo a disposizione degli studiosi i libri del successore di Pietro, aiutate la Chiesa e l’umanità a stare all’altezza della profondità del desiderio. Senza di esso, tutto si allontana dal Dio vivente, sorgente della verità e dell’amore.

Cuore che pulsa

Efficace l’immagine che Leone richiama per descrivere la Biblioteca del Papa.

La Biblioteca Apostolica è un cuore. Il palpito del cuore è il simbolo della vita, e risulta da due movimenti contrari, la sistole e la diastole: una concentrazione e una distensione, un moto verso il centro e uno verso la periferia. Anche la Biblioteca Apostolica rimane viva nella misura in cui assicura la propria sistole e la propria diastole.

Alla vigilia della prima visita di Leone XIV alla Biblioteca Apostolica Vaticana, l’arcivescovo Giovanni Cesare Pagazzi riflette sul legame tra il ministero del Papa e il servizio …
Non solo un serbatoio di libri

Per dare corpo alla sistole, la contrazione del cuore, il Vescovo di Roma invita a guardare alla Biblioteca Apostolica come ad “un luogo ricco di riservatezza, quiete, rispetto e cura”, un ambiente “quasi monastico” dove sedersi e studiare l’”unico inestimabile tesoro che conserva”. Ma non è solo questo.

Se da una parte è doveroso facilitarne lo studio, anche attraverso la digitalizzazione e la condivisione offerta dall’ambiente digitale, dall’altra è necessario mantenere e incoraggiare l’antico gesto di muoversi fisicamente verso la Biblioteca. Essa infatti non è solo un serbatoio di libri a cui attingere comodamente dal computer di casa, ma un’atmosfera composta di legami, confronto, scambi di idee.

L’apertura culturale della Chiesa

L’immagine della diastole, la fase di rilassamento del cuore, richiama l’apertura della Biblioteca Apostolica a partire dal Pontificato di Papa Leone XIII a cui la sala, in cui Leone XIV parla, è dedicata. “Un pastore – afferma – capace di cogliere le questioni più drammatiche dell’epoca, come i cambiamenti dovuti alla rivoluzione industriale”, ma anche capace di “grandi passaggi culturali, come l’apertura dell’Archivio Vaticano agli studiosi di tutto il mondo e l’incremento dell’accesso alla Biblioteca”, un tempo un antico deposito d’armi.

Il Papa mette in luce l’origine umanistica della Biblioteca che contiene “non solo opere di teologia, ma anche di letteratura, filosofia, astronomia, fisica, matematica, geografia, botanica, zoologia, medicina, storia, diritto, arte, economia”.

Non solo libri europei e cristiani, ma anche volumi scritti in altri contesti religiosi, provenienti da ogni angolo del mondo. E ciò molti secoli prima che questo diventasse una sensibilità universalmente condivisa. Con questo stile la Biblioteca Apostolica testimonia l’antica e nuova apertura culturale della Chiesa.

Varchi di riconciliazione

“Anche il ciclo di mostre iniziato oggi – evidenzia il Papa – lo conferma”. Leone parla della “gentile diplomazia che trova tra i documenti e i libri dell’Archivio e della Biblioteca Vaticani una via aperta”, uno dei “varchi di riconciliazione” di cui parla l’Enciclica Magnifica humanitas quando al punto 221 ricorda che “nelle notti più buie, il Signore suscita uomini e donne capaci di non rassegnarsi e di perseverare nel bene”, “sostenuti da una speranza teologale che dona alla realtà un orizzonte e una direzione”.

E allora, avanti! Fedeli al passato e fedeli al futuro, con i linguaggi e i mezzi che vi sono propri, trovate nuovi varchi di riconciliazione.

La cura della Santa Sede

Il Vescovo di Roma prima di salutare annuncia di aver dato disposizioni per allestire nuovi spazi, conoscendo l’urgenza che accomuna la Biblioteca Apostolica e l’Archivio Apostolico.

Intendo proseguire nella via tracciata dai miei Predecessori i quali, nel corso dei secoli, hanno dimostrato la cura della Sede Apostolica verso le istituzioni che ne custodiscono e promuovono la memoria culturale e amministrativa.

Dopo il suo discorso, Papa Leone viene festeggiato con una torta sulla quale è posta una candelina gialla che viene spenta poco dopo. Alle 12.57 si riaffaccia sul Cortile Belvedere per riprendere l’auto e concludere così la visita.

Ad attenderlo in macchina c’è il disegno di Lorenzo, 7 anni, nel quale è ritratto vestito di bianco, con un grande arcobaleno colorato accanto e la scritta “Happy birthday Pope Leo”. Un dono nato spontaneamente dal desiderio di offrire, come da tradizione, un regalo al festeggiato più importante di oggi.