Ieri sera ad Assisi sono stato in ostaggio del dolore fisico per tutto il tempo del concerto sul Sagrato della Basilica Superiore, un luogo sacro a cui guarda il mondo intero.
Mi è venuto spontaneo pensare che il dolore mi connetteva idealmente a tutte le persone che soffrono.
«Queste note sono per voi», pensavo mentre un tasto abbassato del pianoforte o un gesto di direzione dell’orchestra mi costavano una fatica difficile da descrivere.
In una società dove si ostentano con arroganza perfezione, bellezza esteriore, imbattibilità, successo, mi sono sentito vicino allo spirito di San Francesco e al suo nucleo di autenticità.
Stamattina sono scompigliato ma felice!
Giovanni Allevi



