L’Odissea di Christopher Nolan non è l’Odissea di Omero, né viceversa

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È inevitabile: le imperiture leggi del tempo e dello spazio ne impongono il divario. L’arte si compone, ci dice Benjamin, quasi imprescindibilmente dal punto di vista dell’immediato e dell’attuale.

Qualsiasi atto, incluso la scrittura, trova il suo significato esclusivamente nel proprio contesto sociale e culturale.

Il recente film The Odyssey, magnum opus di Christopher Nolan, prosegue la riflessione teorica già avviata in Oppenheimer: il tramonto del mito e l’inizio dell’era della violenza.

di Simone Confietto