Giovanni Allevi ha raccontato il periodo più difficile della sua vita, iniziato nel 2022 con la diagnosi di mieloma multiplo.
Una malattia che lo ha costretto a confrontarsi con la paura, la fragilità e con una realtà completamente diversa da quella a cui era abituato.
«La cosa più brutta della malattia è stato lo spavento», ha raccontato, ricordando soprattutto quello negli occhi delle persone che amava.
Dopo la diagnosi, infatti, la paura non riguardava soltanto lui, ma anche la sofferenza di chi gli stava accanto.
Durante il periodo trascorso in ospedale ha incontrato persone con storie molto diverse dalla sua. Tra queste, un anziano ricoverato in ematologia che un giorno si è seduto davanti a lui e gli ha detto: «Qui siamo tutti uguali».
Una frase semplice, rimasta impressa nella memoria del compositore. In ospedale, racconta Allevi, sono cadute molte delle maschere costruite nel corso della vita. Di fronte alla malattia, le differenze sembravano perdere significato.
«Pensi che dopo questo non c’è più nulla», ha spiegato parlando dei pensieri che lo hanno accompagnato dopo la diagnosi. Poi, attraverso la musica, ha trovato un modo diverso di guardare alla propria esperienza.
La malattia gli ha cambiato la prospettiva sulla vita, sui rapporti con gli altri e sul tempo. E oggi, attraverso la sua musica e le sue parole, Allevi racconta una consapevolezza maturata nel momento più difficile: la malattia può entrare nella vita di una persona, ma non può definirla interamente



