Taxi, camion e trattori: Meloni tradisce gli amici col caro gasolio

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Migliaia di euro spesi per i rifornimenti mettono a dura prova la tenuta delle loro attività: autotrasportatori, agricoltori e tassisti fanno i conti con i rincari del gasolio. Con perdite mensili che arrivano anche a 2mila euro.

Eppure sono categorie a lungo blandite dalla destra, che avrebbe dovuto proteggerle.

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Le famose lobby amiche. Al termine della legislatura il tradimento è stato completato con il caro carburanti. I fatti raccontano la distanza del governo, guidato da Giorgia Meloni, dai problemi di questi settori.

E non è sufficiente la parziale buona notizia che arriva fuori dai confini nazionali: l’esecutivo ha ricevuto il via libera alla richiesta sulla clausola di salvaguardia per energia e difesa.

Una decisione che era data per scontata ed è stata accompagnata da una brutta notizia. I partner europei non sono ben disposti a fare ulteriori concessioni come chiesto dal governo Meloni per far fronte alle spese cresciute a causa dell’inflazione.

Alla vigilia dell’Ecofin, il ministro delle Finanze tedesco, Lars Klingbeil, ha detto: «Abbiamo appena rivisto le regole fiscali europee». Giancarlo Giorgetti avrà il suo bel da fare per convincere i colleghi e portare a casa ulteriore flessibilità.

Anche se si dice «fiducioso che le buone ragioni tecniche potranno, con gli opportuni approfondimenti e le adeguate forme, trovare la corretta interpretazione delle regole». Il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, si è limitato a dire: «Esamineremo più a fondo le richieste di Italia e Grecia».

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Lobby tradite

Mentre in Ue il governo arranca, in patria delude le categorie che lo hanno sostenuto. A cominciare dagli autotrasportatori, che a maggio avevano già minacciato uno sciopero. I rincari del gasolio sono un fardello. La Cna Roma ha stimato una spesa maggiore di circa 2mila euro al mese per il rifornimento di diesel relativo a un solo camion. La perdita arriva a quasi 25mila euro annui per ogni mezzo.

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Le associazioni di categoria, riunite sotto la sigla Unatras, hanno chiesto un tavolo all’esecutivo. «Evidenziamo la mancata emanazione dei provvedimenti attuativi dell’intesa raggiunta a Palazzo Chigi il 22 maggio scorso», è stata la posizione messa nera su bianco. Un grande classico del governo Meloni: annunciare velocemente, ma attuare a rilento.

L’incontro dovrà servire, hanno evidenziato da Unatras, pure per «un’azione del contenimento del prezzo dei carburanti anche sul mercato extrarete». Il viceministro dei Trasporti, il leghista Edoardo Rixi, ha temporeggiato, dando disponibilità al confronto. Ma «bisogna capire in che provvedimento mettere le risorse aggiuntive all’autotrasporto», ha detto il numero due di Salvini. Mentre il governo studia, i camionisti si dissanguano per far camminare i loro mezzi. Stesso problema affligge il mondo degli agricoltori, che devono alimentare i macchinari. Manca ancora una mobilitazione organizzata, certo.

Le associazioni di categoria, riunite sotto la sigla Unatras, hanno chiesto un tavolo all’esecutivo. «Evidenziamo la mancata emanazione dei provvedimenti attuativi dell’intesa raggiunta a Palazzo Chigi il 22 maggio scorso», è stata la posizione messa nera su bianco. Un grande classico del governo Meloni: annunciare velocemente, ma attuare a rilento.

L’incontro dovrà servire, hanno evidenziato da Unatras, pure per «un’azione del contenimento del prezzo dei carburanti anche sul mercato extrarete». Il viceministro dei Trasporti, il leghista Edoardo Rixi, ha temporeggiato, dando disponibilità al confronto. Ma «bisogna capire in che provvedimento mettere le risorse aggiuntive all’autotrasporto», ha detto il numero due di Salvini. Mentre il governo studia, i camionisti si dissanguano per far camminare i loro mezzi. Stesso problema affligge il mondo degli agricoltori, che devono alimentare i macchinari. Manca ancora una mobilitazione organizzata, certo.

Stefano Iannaccone