Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha informato sulla tempistica della degenza di Leone XIV per l’operazione di rimozione di un nodulo al polmone.
Cambia l’agenda del Pontefice e tutti i programmi per il summit su Amoris laetitia in Vaticano. A motivo del ricovero ospedaliero, annullate tutte le udienze fino a martedì 20 ottobre
Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
Gli occhi del mondo, ieri mattina tutti puntati sulla finestra del Palazzo Apostolico, domani 13 ottobre si rivolgeranno al Policlinico Gemelli, dove “in tarda mattinata è previsto il ricovero” di Papa Leone XIV per l’operazione – annunciata da lui stesso all’Angelus – di rimozione di un “nodulo circoscritto al polmone”. Nodulo emerso da “recenti” controlli, come ha detto ieri Leone stesso. Controlli “di routine”, ha spiegato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, in risposta alle domande di tantissimi giornalisti sulla salute del Pontefice. Rimane valida anche l’indicazione data ieri dal portavoce vaticano sul tempo per il ricovero post operatorio previsto in “circa una settimana”.
A motivo del ricovero ospedaliero, fa sapere la Prefettura della Casa Pontificia, vengono annullate tutte le udienze fino a martedì 20 ottobre.
Leone XIV – al quale stanno giungendo da ieri i messaggi di auguri dalle Chiese e dalle autorità politiche dei cinque continenti – ha intanto mantenuto questa mattina tutte le udienze previste. Non ha preso parte, invece, ai lavori del pomeriggio all’incontro in Aula Paolo VI su Amoris laetitia, dieci anni dopo la pubblicazione.
In generale l’operazione e la successiva degenza implicano “dei cambiamenti anche nel modo di concepire lo sviluppo del nostro incontro”, ha spiegato in un briefing nella Sala Stampa della Santa Sede padre Giacomo Costa, responsabile della metodologia del summit e consultore della Segreteria Generale del Sinodo.
Uno di questi cambiamenti è anche la Messa prevista mercoledì 14 ottobre in Piazza San Pietro con tutti i partecipanti all’evento (capi delle Chiese orientali, presidenti delle Conferenze Episcopali, coppie ed esperti).
Non sarà più ovviamente il Papa a presiedere la celebrazione, ma il Pontefice stesso ha deciso di affidarla al cardinale Luis Antonio Tagle, recentemente eletto come decano del Collegio cardinalizio. “Nella Messa pregheremo in modo particolare per la salute del Santo Padre oltre che per le famiglie”, ha detto Costa.
Un’altra novità riguarda il Rapporto di Sintesi che doveva essere redatto alla fine del summit. Il Papa, ha informato ancora il gesuita, “aveva il desiderio di ascoltare e di dire la sua parola”, quindi “ha chiesto anche che il report non venga pubblicato, differentemente da quanto previsto, perché vorrebbe ascoltarlo e dire la sua”.
Leone XIV si riserva quindi di ricevere il documento e “una volta uscito dal ricovero, riprendere anche i materiali e poter dire una sua parola”. “Penso – ha osservato Costa – che sia bello questo suo desiderio di ascoltare, di non far passare l’incontro così, di avere la possibilità di dire una parola per aiutare l’impegno di tutta la Chiesa”.



