“Boschi ministro no”. Il M5S: “Ha troppi scheletri, no grazie”

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Il Movimento 5 stelle teme l’ingresso di Maria Elena Boschi nel governo. Mentre si avvicina lo showdown della crisi, l’ipotesi (sempre più concreta) di un rimpasto e quella di un possibile ingresso della Boschi nell’esecutivo (circostanza tutta da verificare, quest’ultima) manda in fibrillazione i pentastellati, molti dei quali vedono come il fumo negli occhi la scalata della loro storica ‘nemica’. Per l’attuale capogruppo di Italia Viva alla Camera – che è stata ministro delle Riforme e dei Rapporti con il Parlamento all’epoca del governo Renzi e sottosegretario a Palazzo Chigi con Gentiloni – si tratterebbe di un ritorno al governo: questa volta in coabitazione con il M5S, che ha sempre avversato Boschi politicamente sin dai tempi della riforma costituzionale del 2016 e del caso Banca Etruria.

Non è difficile immaginare dunque le reazioni dei grillini in queste ore concitate. “Boschi ministro? Bisogna essere coerenti. Ha troppi scheletri, no grazie”, dice per esempio all’Adnkronos il senatore Alberto Airola, ricordando quando il M5S chiese la ‘testa’ dell’ex titolare delle Riforme: “Boschi non può occupare alcun posto di governo a mio avviso. Ma questo lo penso anche di ministri come Paola De Micheli: una persona che dice che sui bus non si prende il Covid dimostra di essere inadeguata”.

Quando sente parlare di un eventuale approdo di ‘Meb’ nella squadra di governo, Roberta Lombardi dice all’Adnkronos di provare “l’orticaria”.
La capogruppo M5S in Regione Lazio, componente del Comitato di garanzia grillino, non è tenera con Boschi: “Provo pena per il popolo italiano. Alla fine si riduce tutto a questo? Di nuovo?”, insiste Lombardi commentando le indiscrezioni che accreditano la parlamentare di Laterina come una delle new entry dopo il rimpasto.

Per Lombardi, però, “non si può leggere tutto come una sconfitta per il M5S. Non siamo certo noi a proporre Meb. Ma una sconfitta di Italia Viva perché alla fine sempre su quel sempre più ristretto numero di persone si gioca tutto…”. “Dico solo che sono pessimi”, attacca il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa, interpellato dall’Adnkronos: “Hanno fatto tutto questo per far entrare al governo Boschi o Rosato? Con il rischio di mandare il Paese in stallo e ancor peggio ad elezioni. Se sciolgono le Camere come li diamo i ristori? Come facciamo gli scostamenti di bilancio? Cose da pazzi”.

Il deputato Alvise Maniero – che fa parte della pattuglia dei cosiddetti ‘filo-sovranisti’ – non è infastidito dalle voci su Boschi ma se la prende con i vertici del Movimento, rei di far pesare troppo poco le proprie ragioni: “Al di là delle posizioni politiche della collega deputata (Boschi, ndr) che posso anche non condividere, a preoccuparmi non è un partito che reclama di contare di più in Parlamento pur essendoci con pochi seggi: quello è il suo lavoro. Mi preoccupa il partito di maggioranza relativa che invece conta meno di vari altri, con una guida politica ad interim, che da statuto doveva durare 30 giorni, e che invece il 22 gennaio compirà un intero anno da reggente”.

“Considerato che Italia Viva continua a ribadire di non essere interessata alle poltrone non vedo come potrebbe prenderne altre. Non farebbe una bella figura”, commenta la collega Emanuela Corda. Sceglie invece una linea prudente il senatore Daniele Pesco, presidente della Commissione Bilancio di Palazzo Madama e in passato grande accusatore di Meb ai tempi del cosiddetto “salva-banche”: “Non commento”. Si trincera dietro il più classico dei silenzi anche il presidente Antimafia Nicola Morra: “Meno parlo meglio è”. Ma navigando sul web risulta più facile comprendere gli umori della base grillina.
Emblematico è l’ultimo post pubblicato su Facebook dal vignettista Mario Improta in arte ‘Marione’, ex ultrà grillino: “Ma se la Boschi diventasse Ministro sarebbe il caso o no di andarli a prendere?”.         fonte (HuffPost)

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