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Confusa e infelice, storia della Lega che dice tutto e il contrario di tutto

Ricapitolando: 15 giorni fa la Lega diceva sì alle restrizioni decise dal Governo, anche sulla spinta dei governatori leghisti che chiedevano zone rosse, chiusura delle scuole e restrizioni. “I numeri parlano chiaro” – dicevano in coro. Oggi, dopo 15 giorni, la Lega si trasforma e torna il partito delle aperture a tutti i costi.
Flessione dei contagi purtroppo non vuol dire stabilizzazione dei contagi. Questa pandemia non è un gioco e le chiusure non sono mai decise a cuor leggero. Soprattutto da chi sta in maggioranza ci si aspetta collaborazione. Per correre sulla campagna vaccinale e poter tornare il prima possibile, con gradualità, alla nostra vita!
Piuttosto che solleticare la pancia del Paese, si potrebbero rivolgere a quei governi regionali che stanno inanellando errori su errori, creando non pochi problemi ai cittadini che si devono vaccinare. Un esempio: in Lombardia negli ultimi sette giorni non risulta attivato nemmeno un nuovo punto di somministrazione dei vaccini, al contrario di quanto avvenuto in altre regioni. Chiedere conto di questi ritardi sarebbe un aiuto concreto.
Non è tempo di inseguire il consenso facile, è tempo di lavorare per l’Italia. Il Paese è sofferente, stremato, non merita promesse da marinaio. Non merita la comunicazione, a tratti schizofrenica, di chi dice una cosa e il giorno dopo dice il contrario. Serve responsabilità.

 

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