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CRAC VENETO BANCA

Vincenzo Consoli al processo per il crac, dice due cose: “Prima o poi parlerò” e “rifarei tutto”. Su quest’ultima frase non ho dubbi, fosse solo perché facendo questo lavoro si è molto arricchito, vedremo se legittimamente o meno. Certo è che il risultato è stato la messa sul lastrico di decine di migliaia di risparmiatori, ma la cosa pare non gli importi. Ma sulla prima frase, “prima o poi parlerò”, siamo all’avvertimento, all’intimidazione? A chi si rivolge? Forse alla politica?
Io credo che, se Consoli ha qualcosa da dire, dovrebbe dirla ora. Ad esempio, se ha subito pressioni dalla politica per concedere questo o quel credito non garantito. Perché se così fosse, sarebbe da vedere se quegli stessi politici, hanno ricevuto dei finanziamenti elettorali come contro partita, PROPRIO DAGLI IMPRENDITORI CHE HANNO LASCIATO IL BUCO IN VENETO BANCA. E’ evidente che in tal caso il cerchio di chiuderebbe e le responsabilità su quanto è successo, apparirebbero chiare in tutta la loro drammaticità. Forse perfino troppo, per gli “stabili” equilibri della politica nella nostra regione.

 

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