Crisi governo, preoccupazione Pd: rischio voto anticipato

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“C’è una grandissima preoccupazione”, dice Andrea Orlando entrando al Nazareno. A breve si riunirà l’ufficio politico dem con Nicola Zingaretti, capodelegazione, capigruppo e ministri. Dopo lo strappo di Matteo Renzi ieri, in una giornata in cui il Pd e il suo segretario Zingaretti si sono spesi in prima linea per evitare la crisi, il timore che tutto possa svicolare verso il voto anticipato è sempre più forte.

Recuperare Iv verso un possibile Conte ter sembra difficile. I 5 Stelle si ricompattano sul ‘mai con Renzi’. Sia Luigi Di Maio che Alessandro Di Battista sono sulla stessa linea. Per il ministro degli Esteri i rapporti con Italia Viva si chiudono qui: quello di Renzi è stato “un gesto che considero irresponsabile e che, come avevo anticipato, divide definitivamente le nostre strade”. Ma se Di Maio lancia un appello ai ‘costruttori’, per i dem questi al momento non si vedono.

Ieri sera chi ha parlato con il premier Giuseppe Conte lo ha visto più che tentato dall’andare in aula nei prossimo giorni, forse dopo il voto sullo scostamento previsto per il 20 gennaio. “Non necessariamente, ma è probabile”, ha detto Andrea Marcucci al termine della capigruppo dove, aggiunge, “tutti i gruppi sono stati d’accordo sulla parlamentarizzazione della crisi”.

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