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Governatore Banca d’Italia Visco: economia in ripresa dalla primavera, al Paese serve coesione

“Le difficoltà del presente non devono impedirci di guardare al futuro. Vi sono certo rischi nel breve periodo. Ma è possibile, coltivando una visione di più lungo termine, fare meglio di quello che suggeriscono le proiezioni tendenziali”. All’Italia, per uscire dalla crisi legata alla pandemia servono coesione, politiche che creino fiducia, spendere in maniera “attenta e incisiva” i fondi del Recovery fund e accompagnarlo con riforme che sblocchino gli investimenti. A dirlo è Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che, nel tradizionale intervento al congresso Assiom Forex, quest’anno in versione virtuale proprio per le limitazioni legate al Covid-19, è tornato a indicare al Paese alcune possibili soluzioni ai nodi che frenano la crescita italiana. Di fronte a una pandemia che “con i suoi enormi costi economici e di vite umane, non è superata”, l’Italia deve trovare “la coesione necessaria per riprendere la via dello sviluppo”. Con il balzo del terzo trimestre del 2020, l’economia “ha dimostrato capacità di ripresa” e, nelle stime di Bankitalia, vedrà una ripartenza “dell’attività produttiva dalla primavera” in uno scenario che però “dipende in modo cruciale da una progressiva attenuazione dell’epidemia nel corso dei prossimi mesi”. Anche per questo, ha analizzato Visco, il pieno successo della campagna di vaccinazione sarà “fondamentale per la stabilità della ripresa”. Parlando al ventisettesimo congresso Assiom Forex, Visco ha detto che “servono risposte consapevoli, convinte, efficaci ai gravi problemi dell’oggi, grandemente acuiti dalla pandemia ma riflesso di preesistenti ritardi strutturali. Per colmarli occorre l’impegno di tutti, delle imprese che operano nella nostra economia, incluse quelle dell’industria finanziaria rappresentate in questo congresso, come delle istituzioni da cui dipende l’azione di politica economica. Straordinari interventi di ristoro sono stati la risposta necessaria ad affrontare i momenti più gravi della crisi. Superata l’emergenza, le misure volte ad alleviare le difficoltà di chi è più colpito dovranno costituire un ponte verso la realizzazione di riforme e investimenti che consentano di ritrovare la via dello sviluppo da troppo tempo smarrita”. Secondo Visco, “le politiche di bilancio devono porsi con chiarezza l’obiettivo di medio termine di ricondurre l’incidenza del debito pubblico sul Pil su una traiettoria discendente”. Il governatore della Banca d’Italia, nel corso del suo intervento all’Assiom Forex, ha sottolineato che “il contributo della politica di bilancio è stato fondamentale per contenere le ricadute economiche dell’emergenza sanitaria. Non è possibile tuttavia coltivare l’illusione che il debito pubblico possa aumentare indefinitamente. In rapporto al prodotto ha già raggiunto livelli toccati in passato solo all’indomani del primo conflitto mondiale”. Spendere bene le risorse che arriveranno col Recovery Fund “per quanto essenziale per la modernizzazione della struttura produttiva, rischia di non essere sufficiente a garantire un innalzamento duraturo del ritmo di crescita se non sarà accompagnata da riforme che sciolgano i nodi che frenano lo sviluppo e l’investimento privato”, aggiunge il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. “”Gli ultimi dati disponibili segnalano che alla fine di settembre 2020 il rapporto tra i crediti deteriorati nei bilanci delle banche e il totale dei finanziamenti era sceso, al netto delle rettifiche di valore, al 2,7 per cento (5,5 per cento al lordo delle rettifiche). La tendenza alla riduzione è destinata a interrompersi per gli effetti della crisi in corso”. I crediti deteriorati, aggiunge, “appaiono peraltro manifestarsi con maggior lentezza e minore intensità rispetto al passato, grazie alle migliori condizioni di partenza delle imprese oltre che ai ricordati interventi di sostegno. L’elevata incertezza sulla evoluzione del quadro macroeconomico suggerisce di esercitare grande prudenza nella lettura di stime da più parti avanzate sul possibile incremento dei crediti deteriorati. Pur se atteso in aumento, il tasso di deterioramento dovrebbe tuttavia rimanere ben al di sotto dei picchi raggiunti durante la crisi dei debiti sovrani nell’area dell’euro”, dice ancora Visco.

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