I primi dati sugli investimenti infrastrutturali

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appalti

Presentati nel nuovo rapporto dell’Osservatorio Cresme, mostrano segnali positivi e in controtendenza rispetto al passato. In particolare, nonostante la pandemia, si registra una rilavante crescita delle risorse finanziarie dei bandi di gara delle opere pubbliche.
Nel 2020 gli appalti, soprattutto di Anas e Rfi, sono cresciuti, arrivando ad un totale di 43,3 miliardi di euro rispetto ai 39,4 del 2019. I dati del rapporto riportano anche un incremento importante nel valore dei lavori eseguiti, aumentato del 9,9% rispetto al 2019.
Dall’analisi condotta emerge come dietro la crescita ci sia una spinta del gruppo di Ferrovie dello Stato, che rappresenta oltre il 45% del mercato delle opere pubbliche. Il settore ferroviario si è ritagliato il ruolo di assoluto protagonista tra gli enti appaltanti del 2020, promuovendo sul mercato gare di lavori per un valore tre volte superiore a quello del 2019, passando da 4,8 a 13,8 miliardi di euro nonostante gli effetti del Covid sull’economia e sul settore dei trasporti. A queste cifre importanti si aggiungono anche i dati degli appalti Anas, anch’essa di proprietà del gruppo FS, che ha pubblicato bandi di gara per 5,7 miliardi con una crescita annua del 32%. Questi dati certamente contribuiranno a sostenere il comparto delle costruzioni, uno dei motori cardini dell’economia italiana, e a rendere più efficiente il Paese.
I numeri positivi appena analizzati trovano giustificazione anche nell’intenso e proficuo lavoro del Governo Conte, nelle opere sbloccate in questo difficile anno e nelle recenti norme introdotte soprattutto nei decreti “sblocca cantieri” e “semplificazioni”. Tale tendenza positiva potrà ulteriormente essere sostenuta nei prossimi anni anche in considerazione delle cospicue risorse del Recovery Fund che saranno destinate al settore delle costruzioni e delle infrastrutture. Tra le opere del Mezzogiorno sbloccate, ricordo le tratte ferroviarie ad alta velocità della Napoli-Bari e della Taranto-Battipaglia.
Nonostante i dati confortanti, siamo consapevoli che l’apparato amministrativo degli investimenti pubblici debba essere ancora migliorato e semplificato.

 

 

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