IL SEGRETO DI COLLE MANORA… LA DEDIZIONE

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colle manora

C’è una cosa che il vino mi ha insegnato, ed è la DEDIZIONE: La totale e costante offerta di sé per un fine.
Chi produce vino, coltivando la terra e soffrendo le intemperie del tempo è Dedito alla sua missione: portare un po’ della sua devozione nei nostri calici.
L’autunno è arrivato nel Monferrato e se c’è una cosa che amo del Piemonte in questi mesi sono i colori. La vigna ha completato il suo lavoro e lentamente entra nella fase di riposo e nel farlo si colora di mille sfumature, il verde lentamente si trasforma in giallo, arancione e rosso conferendo al paesaggio collinare una nota di esuberante malinconia.
Qui si trova Colle Manora. Figlio di un nome importante della moda italiana, come quello di Mila Schön, dal 1998 ad oggi Giorgio Schön e sua moglie Marina Orlandi Contucci hanno saputo costruire in totale abnegazione un connubio perfetto fatto della bellezza e dell’eleganza degli abiti di Mila, la passione per la velocità e i motori di Giorgio, l’eccellenza da sempre ricercata da Marina in ogni sua creazione, e la qualità assoluta dei vini.
Conservatori della tradizione ma rivoluzionari nella vita Giorgio ed Marina hanno investito nella ricerca, chiedendo al territorio di cullare vitigni alloctoni. Sperimentare nel vino è un rischio ma è così che si creano le eccellenze.
È per questo che oggi non vi parlerò dei più famosi vini di Colle Manora ma cercherò di solleticare le vostre papille gustative con una piccola chicca: il 100% Pinot Noir Palo Alto.
Palo Alto è un vino esempio di dedizione e pazienza: prodotto solo nelle annate migliori, con un raccolto manuale viene custodito per 12 mesi in barrique di rovere francese e per i 24 mesi successivi in bottiglia. Una lunga attesa, che porta nel calice un vino di grande profondità. Il 2013 si adorna di un rosso rubino intenso con riflessi granato luminosi, manifesta al naso affascinanti nuances di fiori passiti, un bocciolo di rosa, lamponi e ciliegie mature, fragole e spezie, chiodi di garofano, una nota di caffè e poi la freschezza e la nota minerale del territorio e infine il profumo dei boschi che circondano le vigne. La bocca è austera e raffinata, il sorso è pieno, il tannino è seta che avvolge il palato, la freschezza gustativa del Pinot nero e la sapidità regalano al vino agilità e invitano al secondo sorso. Il finale, come si richiede a un grande vino, è lungo.
Un vino dedito che offre sé stesso con l’unico fine di donarci attimi di infinito piacere.

Letizia Miraudo

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