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Montecitorio, oggi attrici del Giusto Mezzo leggono le lettere indirizzate a Draghi

Montecitorio, oggi attrici del Giusto Mezzo leggono le lettere indirizzate a Draghi: «Il 50% del Recovery a parità salariale e occupazione femminile»

Roma – “Caro Draghi, vorrei il 50% del Recovery perché…” Iniziano così le lettere che questa mattina alle 11 un gruppo di attrici leggerà, a nome del Giusto Mezzo, in piazza davanti a Montecitorio. Sono le parole scritte di proprio pugno dalle attiviste e dagli attivisti del Giusto Mezzo che, la scorsa settimana, hanno indirizzato il proprio appello al Premier Mario Draghi inviando centinaia di lettere di carta e inchiostro a Palazzo Chigi. Nelle stesse ore inizierà la discussione in Parlamento del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, il programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione Europea per usufruire delle risorse del Next Generation EU.

È ormai da ottobre che il Giusto Mezzo chiede, attraverso una petizione online che ha raccolto quasi 60mila firme e decine di iniziative, che il 50% dei fondi europei vadano in investimenti strutturali sulla parità di genere, l’occupazione femminile e il gender paygap. Oggi sono oltre 700 le attiviste che combattono la stessa battaglia, ognuna mossa da un proprio «perché».

«Perché sono una studentessa Stem e so che dovrò lavorare il doppio di un uomo per raggiungere i suoi stessi obiettivi». «Perché tanti anni fa ho dovuto scegliere tra l’essere madre ed essere lavoratrice». «Perché vorrei essere libera di aspirare a ruoli dirigenziali». «Perché durante il primo lockdown ho realizzato di essere invisibile». «Perché una donna senza indipendenza economica non potrà mai lasciare il marito violento».

Questi sono solo alcuni dei perché che verranno scanditi forte e chiaro dalle attrici del Giusto Mezzo e dell’associazione AMLETA per chiedere che il 50% dei fondi del Recovery vadano a ridurre la disuguaglianza di genere nel nostro Paese, nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

IL MOVIMENTO “IL GIUSTO MEZZO”

Il Giusto Mezzo (www.ilgiustomezzo.it) è un movimento spontaneo della società civile per la parità tra donne e uomini in Italia. Nasce sulla scorta dell’appello europeo Half of It che chiede che metà delle risorse del Recovery Fund siano spese per superare il divario di genere in Europa. I firmatari e le firmatarie dell’appello chiedono un cambio di paradigma con una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero interventi strategici e strutturali in 3 ambiti chiave per il futuro: l’allargamento dell’offerta sulla cura della prima infanzia e sulla cura famigliare in generale, il rilancio dell’occupazione femminile e la riduzione del cosiddetto gender paygap, cioè la disparità salariale tra uomini e donne.

Attraverso questo appello, che ha raggiunto oltre 60mila firme, ribadiscono che il loro interesse non è la questione femminile ma l’efficienza del sistema, degli investimenti che farà il nostro Paese, sia con le risorse straordinarie europee e del Recovery Fund, sia con quelle ordinarie, e il loro reale impatto sulle generazioni future.

Promotrici de Il Giusto Mezzo sono Alessia Centioni, Alexandra Geese, Chiara Gribaudo, Francesca Fiore, Costanza Hermanin, Sarah Malnerich, Valentina Parenti, Pina Picerno, Daniela Poggio, Lia Quartapelle, Azzurra Rinaldi, Mila Spicola, Cristina Tagliabue. Le prime associazioni promotrici de IL GIUSTO MEZZO sono DateciVoce, GammaDonna, Mammadimerda, Prime Donne, European Women Alliance e Noi Rete Donne.

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