HomeattualitàPremessa. Non è interesse di questo post difendere nessuno né tantomeno giudicare

Premessa. Non è interesse di questo post difendere nessuno né tantomeno giudicare

Per entrambe le cose esistono persone e organismi preposti e preparati ad assolvere il compito. Tuttavia, la narrazione della “cacciata” del commissario Arcuri, merita a mio avviso due rapide riflessioni.
LA PRIMA. Fa davvero ridere leggere i commenti esaltati del centrodestra lombardo, dei suoi “capi” e dei suoi esponenti di maggioranza. Il cambio al vertice voluto dal presidente Draghi, la nomina del generale Figliuolo, altro non fa che accentrare in maniera netta decisioni e operatività nelle mani dello Stato. Tagliando di fatto fuori le Regioni e intaccandone quell’autonomia decisionale che, a giudicare dalle decisioni prese dal “governo dei migliori” aveva in precedenza evidentemente minato, continuando potenzialmente a rappresentare una minaccia, il buon andamento del piano nazionale vaccini.
LA SECONDA. Dal momento che ho sempre considerato il “pensiero unico” un errore. Sono andato a documentarmi sul lavoro dal commissario Arcuri, durante il primo anno di gestione della più grave emergenza mondiale dal dopoguerra ad oggi. Ho imparato che:
– Oggi l’Italia vanta una produzione di 20 milioni di mascherine al giorno. A inizio emergenza le cercavamo dappertutto. Oggi sono disponibili ovunque a basso prezzo. Nelle scuole sono gratis.
– L’Italia con 73,60 vaccinati ogni mille abitanti è in linea con quanto finora fatto da Francia (69,9), Svezia (71,4) e Germania (76,3). Meglio di noi in Europa Paesi più piccoli come Danimarca e Malta. È vero sono arrivate poche dosi, a causa dei ritardi delle forniture da parte delle case farmaceutiche, rispetto alle forniture pattuite (12 milioni contro i 30 previsti). Problema comune a tutti i Paesi europei. Si deve fare di più, ma mettersi a invocare i vaccini, o lamentarsi della loro assenza, non contribuirà a farli arrivare prima (qualcuno lo spieghi a Salvini, Fontana, Bertolaso e Moratti).
– Terapie intensive. A inizio dell’emergenza l’Italia contava 5179 posti di terapia intensiva. Ora sono 9.018 (dati Agenas).
– Siringhe. Il mantra della propaganda della Lega di Salvini e di tutto il centrodestra è che sono state comprate siringhe sbagliate inutili e costose: le luer-lock da 1 millimetro. Il commissario ha giustificato le proprie scelte presentando alla Corte dei Conti due lettere: una firmata Pfizer l’altra Aifa, all’interno delle quali veniva consigliata quella scelta per ragioni igieniche. Inoltre, come noto, l’utilizzo delle siringhe luer-lock ha permesso di estrarre la sesta dose da flaconi che ne contavano cinque.
Al netto di queste informazioni ritengo ognuno libero di farsi la propria opinione. Sulle inchieste in corso trovo doveroso che a pronunciarsi sia la magistratura. Questo è un principio che deve valere per ogni amministratore o commissario che sia. Personalmente sono convinto che chi ricopre posizioni di vertice deve essere chiamato a rispondere delle proprie scelte e rispondere eventualmente dei propri errori. Trovo condivisibile la scelta del presidente Draghi, il quale dalla sua posizione ha tutto il diritto a prendere decisioni di questo tipo. Vorrei che lo stesso criterio di responsabilità e presa di coscienza dei propri errori fosse applicato anche in Regione Lombardia. Trasformata dalla fallimentare gestione del centrodestra, fra le regioni al mondo che hanno pagato un il tributo più alto alla pandemia. Dove c’è una conferenza stampa al giorno, ma nessuna strategia. Dove le vaccinazioni procedono più lentamente. Dove si mandano i dati sbagliati e poi si accusano gli algoritmi. Dove per un anno si dice che non si possono applicare restrizioni e limitazioni differenti da quelle decise dal governo, ma dopo che il governo cade si comincia a fare le zone rosse (pardon arancione rinforzato). Dove si comprano mascherine pannolino e i cognati vendono camici ad insaputa del governatore. Ecco vorrei un Paese dove il senso di responsabilità e il principio per il quale ognuno debba rispondere dei propri errori, fosse applicato sempre e ovunque.

 

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