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Via Arcuri! A gestire i vaccini entra il generale Figliuolo, responsabile della logistica militare

Esultano Berlusconi, Renzi, Salvini. Li capisco: per mesi Arcuri era stato il loro “oggetto di sostituzione” su cui sfogare la frustrazione per non riuscire a sbarazzarsi in fretta di Conte e Speranza. Ma al Caffè, il metodo Draghi sembra la continuazione e il perfezionamento del Conte Style. La battaglia contro il Covid (come quella per spendere i soldi europei) accentrata a Palazzo Chigi. Al vertice, il sottosegretario Gabrielli, ex capo della polizia. Il suo ex collaboratore Curcio, a capo della Protezione Civile e il generale Figliuolo a gestore le vaccinazioni. Certo Draghi è un animale politico educato nelle migliori scuole d’Europa e d’America. Quindi tratterà con più garbo ministri e presidenti delle regioni, ma le scelte decisive resteranno nelle sue mani. Vedremo se saprà essere più efficace, evitando infortuni -banchi con le ruote, gazebo con le primule- e sospetti, sulle mascherine.
Nikolas Sarkozy è stato condannato a tre anni per corruzione, di cui uno di “prison ferme”. Se l’appello verrà respinto, il meno che gli possa succedere sarà di dover indossare per 12 mesi una cavigliera elettronica. Carla Bruni parla di “accanimento” e da noi certi “garantisti” di “processo all’italiana”. In realtà Sarkozy è vittima dello stesso tentativo (sperimentato in tutto l’Occidente) di forzare la democrazia liberale usando fonti improprie di finanziamento, servizi segreti e ministero dell’interno per controllare avversari e giudici solerti, e rendendo più visibile -anche con una riforma costituzionale, in Francia l’istituzione del “quinquennat”, la centralità quotidiana dell’uomo forte al potere. Egli ritiene che ciò sia stato legittimo e ricordo tanti giornalisti e politici che lo incensavano. Ma non è così. Se vogliamo mantenere il carattere liberale della democrazia, a nessuno-nemmeno a un salvatore della patria in affanno, com’è Mario Draghi, si possono devolvere in modo stabile poteri eccezionali.
Non tutti sono d’accordo. Per qualcuno il fatto che Bin Salman volesse (forse) combattere la corruzione dei Principi Sauditi, concedere qualche libertà alle donne ricche e pompare l’uso dei social, val bene la repressione dei dissidenti (donne comprese), la guerra spietata contro le popolazioni dello Yemen e l’omicidio (con lo smembramento del corpo) di Jamal Khashoggi. Matteo Renzi, che definì tutto ciò “Rinascimento Saudita”, oggi riscopre Minzolini, che un tempo fa irrideva, dicendo che insieme a Mineo faceva parte “dell’impero dei Min”. Lo ritrova per dar ragione a Berlusconi sulla giustizia. Titolo: “Contro di me odio e vendetta dei PM rossi orfani di Conte”. A chi voglia farsi un’idea sul ben fondato di tale tesi, consiglio la visione del documentario su Khashoggi mandato in onda ieri notte da Atlantide, su la 7.
Nicola Zingaretti allontana la resa dei conti nel Pd: primarie nel 2023! Ho ascoltato, per voi, le sue conclusioni in Direzione. Ha ragione Zingaretti quando ricorda che qualcun altro aveva portato il Pd al peggior risultato della storia. E che, con lui segretario, il partito ha resistito alla tempesta, riuscendo a tornare al governo, prima con Conte poi con Draghi. Non so dargli torto quando minaccia di ricorrere alla memoria del suo telefonino per far tacere chi lo critica di aver ceduto ai 5Stelle mentre ieri gli chiedeva, in affanno, di allearsi con i “grillini” per non perdere questa o quell’altra elezione locale. Però Zingaretti tace sulle sue incertezze. Sull’aver subito una scissione senza averla né vista arrivare né provato ad anticiparla. Sul non aver capito la trappola che gli tendevano: avendo Italia Viva denunciato l’accordo sulla “proporzionale”, il Pd non poteva che abbracciarsi a Conte, ma facendolo si esponeva alle critiche interne. Infine, di non aver capito che il governo Conte poteva non farcela ed era dunque sbagliato presentarlo come ultima spiaggia. Errori di un mediatore, più adatto a gestire un condominio che a navigare tra i flutti. Ma non vedo come siffatto mediatore possa resistere fino al 2023.

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