21 MARZO 2026: GIORNATA MONDIALE SULLA SINDROME DI DOWN

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“JUST EVOLVE”: FONDAZIONE CARIPLO ADERISCE ALLA CAMPAGNA INTERNAZIONALE DI COORDOWN E IN LOMBARDIA E PIEMONTE PROSEGUE CON DESTINAZIONE AUTONOMIA

Per il World Down Syndrome Day, Fondazione Cariplo si unisce alla campagna internazionale di sensibilizzazione sul linguaggio abilista

Sul territorio lombardo — e nelle province piemontesi di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola — il suo impegno sulla disabilità prosegue con Destinazione Autonomia: un programma da 20 milioni di euro per garantire la piena realizzazione di 1.000 Progetti di Vita per le persone con disabilità

Per la Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down, che si terrà il 21 marzo 2026, CoorDown lancia la campagna di sensibilizzazione internazionale “JUST EVOLVE” per chiedere a ognuno di fare un salto culturale e di responsabilità: far diventare un lontano ricordo del passato le parole della disabilità usate per offendere. La campagna, che può vantare il contributo di diverse associazioni internazionali che ne rafforzano l’impatto a livello globale, in Italia è sostenuta da Fondazione Cariplo nell’ambito del suo programma Destinazione Autonomia, che nasce per promuovere la creazione di ecosistemi inclusivi capaci di sostenere pienamente la realizzazione del Progetto di Vita delle persone con disabilitàvalorizzandone l’autodeterminazione in ogni ambito dell’esistenza.

L’autonomia non può essere un privilegio riservato a pochi: è un diritto di ciascuno. Realizzarlo richiede un impegno collettivo che parta dalle parole e arrivi fino alle case, ai luoghi di lavoro, agli spazi culturali.

Per questo Fondazione Cariplo ha deciso di aderire alla campagna “Just Evolve” di CoorDown: perché è in linea con i propri valori e progetti futuri. Cambiare il linguaggio è il primo passo per costruire una cultura del rispetto, a cui vanno poi affiancate azioni concrete che traducano i diritti in opportunità reali. Per Fondazione Cariplo questo significa Destinazione Autonomia, un programma da 20 milioni di euro che punta a garantire la piena realizzazione di 1.000 Progetti di Vita per le persone con disabilità attraverso interventi su casa, lavoro, cultura accessibile e tecnologia.

La campagna “JUST EVOLVE”

Cosa accade quando usiamo le parole della disabilità per offendere o per far ridere? Il problema non è “una parola sbagliata”. Il problema è l’immaginario abilista che il linguaggio alimenta e riproduce: nella vita quotidiana, nei media, nelle istituzioni. Quando la disabilità viene usata come insulto, come metafora per degradare, come dispositivo narrativo per far ridere, le persone vengono ridotte a simboli e scorciatoie emotive. E questo ha conseguenze concrete: rafforza stereotipi, legittima discriminazioni, rende più difficile se non impossibile la piena partecipazione alla vita sociale. Ogni cultura possiede il proprio vocabolario dell’esclusione. Nel mondo anglosassone, si usa il termine “retarded” (conosciuto anche come ‘R-word’ per chi vuole evitare di pronunciarlo). In Italia, espressioni come “ritardato” o “mongoloide” portano con sé lo stesso carico di stigma, così come l’uso spregiativo di “retardé” e “débile” in francese o “retrasado” o “mongólico” in spagnolo.

Al di là delle specifiche differenze linguistiche, questi termini non sono neutri né “solo battute”: producono un danno reale sulle persone con sindrome di Down e, più in generale, su tutte le persone con disabilità.

La campagna Just Evolve punta a far cambiare, far evolvere il nostro linguaggio per produrre un cambiamento sostanziale in ogni comunità, è una chiamata all’azione per tutte le persone, aziende, media, scuole, istituzioni. Perché scegliere una narrazione più accurata e rispettosa non è solo un gesto di cortesia: è un atto che costruisce un mondo più equo e a misura di ognuno.

Claudia Sorlini, Vice Presidente Fondazione Cariplo:

“Cambiare il linguaggio con cui tocchiamo temi legati alle persone con disabilità è il primo passo per superare la retorica e costruire una cultura autentica del rispetto. Le parole che scegliamo determinano lo sguardo con cui vediamo l’altro. Sono cose che daremmo per scontate, ma purtroppo non è così. Una cultura che valorizzi le persone consente di aprire la strada verso azioni concrete, per rispondere ai bisogni di chi ne è direttamente coinvolto e delle loro famiglie.

Con il programma Destinazione Autonomia, avviato recentemente, Fondazione Cariplo vuole trasformare questi principi in attività tangibili: il programma punta a garantire la piena realizzazione dei progetti di vita delle persone con disabilità, perché possano avere accesso alla casa, al lavoro, a occasioni di vera socializzazione.

L’autonomia non può essere un privilegio riservato a pochi: è un diritto di ciascuno. L’impegno è collettivo e non più rinviabile. Campagne di comunicazione come quella di Coordown sono importanti per alimentare una condivisione di valori attorno a questi temi.” 

Martina Fuga, Presidente di CoorDown:

«Siamo consapevoli che il 90% delle volte che le persone usano queste parole non è per offendere direttamente le persone con disabilità. Ma il loro utilizzo contribuisce a creare un contesto culturale che associa la disabilità a incapacità, fallimento e marginalità. Le parole che scegliamo modellano la realtà sia quella degli altri che la nostra percezione di essa, possono includere o escludere e chiarire o confondere. Vogliamo chiedere a ogni persona che ancora oggi pronuncia queste espressioni dannose di smettere. Non perché “non si può più dire niente”. Ma perché appartengono al passato». 

Il programma nel dettaglio

L’obiettivo di Destinazione Autonomia è infrastrutturare il territorio di riferimento della Fondazione e creare le condizioni abilitanti affinché sia garantita la piena realizzazione del Progetto di Vita, mettendo le persone con disabilità nelle condizioni di poter scegliere il proprio percorso. Per raggiungere ciò, l’iniziativa intende potenziare la capacità dei territori di rispondere in modo efficace ai bisogni e alle aspirazioni delle persone con disabilità, promuovendone il protagonismo/l’autodeterminazione e il diritto alla libera scelta. Il Programma agirà su più livelli. 

In primis si punterà al finanziamento di progettualità nei singoli contesti locali capaci di valorizzare le risorse e stimolare la collaborazione tra i diversi attori, pubblici, privati e del privato sociale, attraverso un approccio partecipativo, centrato sulla persona e orientato al ripensamento dei servizi in chiave inclusiva.

Si lavorerà su tre assi di approfondimento. Quello culturale per favorire la partecipazione attiva delle persone con disabilità nei luoghi della cultura – in particolare nei musei – e promuovere la loro inclusione professionale nel settore delle arti performative, attraverso la rimozione delle diverse barriere sistemiche presenti e lo sviluppo di opportunità formative e lavorative di qualità.

Quello tecnologico – AI per individuare tecnologie e soluzioni di AI che migliorano la qualità della vita delle persone con disabilità, quali ad esempio un assistente personale, basato sull’intelligenza artificiale, che supporterà le persone nel trovare la soluzione migliore ai propri bisogni. Infine si lavorerà, attraverso ricerche e costruzioni di modelli, per sostenere la diffusione della conoscenza su temi ritenuti prioritari come: abitare (risposte abitative “durante e dopo di noi”) e protezione giuridica e patrimoniale

Trasversalmente verranno sviluppate attività di comunicazione per favorire una cultura dell’inclusione e il riconoscimento dei diritti. Attività in cui si inserisce appunto la campagna di CoorDown.

Un impegno che affonda le radici in oltre vent’anni di sperimentazioni: dal 2003 Fondazione Cariplo ha sostenuto oltre 160 progetti sul tema dell’abitare (33 milioni di euro) e 35 progetti di inserimento lavorativo (5,5 milioni), permettendo a centinaia di persone di sperimentare la vita indipendente e di accedere a opportunità occupazionali concrete. Con Destinazione Autonomia si compie però un salto di scala: non più interventi puntuali, ma un ecosistema integrato che mette al centro la persona con disabilità con il suo Progetto di Vita — individuale, personalizzato, partecipato — sostenendolo con strumenti innovativi.

Il territorio: Lombardia, Novara e Verbano-Cusio-Ossola

Destinazione Autonomia opera in Lombardia e nelle province piemontesi di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola. Un territorio che conta circa 500.000 persone con disabilità gravi — il 4,6% della popolazione regionale e il 15,6% del totale nazionale — con livelli ancora alti di marginalità: solo il 31,3% delle persone con limitazioni gravi tra i 15 e i 64 anni ha un lavoro, e il 21,7% dichiara di non avere alcuna rete di relazioni.

Informazioni sulle Sfide di Mandato

Il programma “Destinazione Autonomia” si inserisce nel quadro delle grandi Sfide di Mandato di Fondazione Cariplo: iniziative trasversali che mobilitano risorse e competenze su temi cruciali per il futuro delle comunità. Oltre alla disabilità, le altre Sfide riguardano il contrasto del fenomeno dei giovani NEET, l’investimento nell’infanzia come leva di cambiamento sociale e nel reinserimento delle persone detenute e in uscita dal carcere, per un impegno complessivo da parte di Fondazione Cariplo di oltre 80 milioni di euro. L’obiettivo è generare cambiamenti strutturali e duraturi, mettendo in rete enti non profit, attori pubblici e privati.