Quarta notte di attesa per i 563 crocieristi italiani a bordo della nave Msc Euribia, fermi nel porto di Dubai in attesa di poter rientrare in Italia. Tutto si è paralizzato dopo gli attacchi di Usa e Israele all’Iran che ha risposto colpendo i Paesi del Golfo.
Sono state ore molto pesanti, dicono gli ospiti della nave: “Difficile anche dormire, perché stanotte abbiamo sentito rumori di missili ed esplosioni – racconta all’ANSA Giovanni Melis, uno dei turisti sardi partiti da Cagliari -. La preoccupazione è sempre più forte, qualcuno si è avvalso del supporto psicologico messo a disposizione dalla compagnia: attendiamo segnali per il rimpatrio, ma per ora non abbiamo nessuna notizia”.
Una delegazione ha parlato con il comandante della nave per raccogliere informazioni sul possibile ritorno a casa. Ora si attendono le indicazioni legate alla disponibilità di posti sui voli in partenza soprattutto da Abu Dhabi, a un’ora e mezza da Dubai.
“Individuare e garantire voli di rientro nel piu’ breve tempo possibile”. È l’impegno assunto da Msc Crociere con gli ospiti di Msc Euribia.
“Stiamo collaborando in modo continuativo con i vettori aerei, in particolare con Emirates ed Etihad Airways”, assicura la compagnia in una nota, nel tentativo di ottenere “la massima priorità”; al momento, “le compagnie aeree che hanno ripreso le operazioni nell’area hanno comunicato che seguiranno un ordine di precedenza basato sulla data originaria del volo.
Per accelerare ulteriormente le operazioni di rimpatrio, stiamo valutando soluzioni alternative, tra cui l’organizzazione di voli charter in partenza da Dubai, Abu Dhabi o Muscat. Allo stesso tempo manteniamo un coordinamento continuo e diretto con le autorità locali, le ambasciate e i ministeri degli Esteri competenti, al fine di sostenere e facilitare il rientro in sicurezza dei nostri ospiti”.



