Al Pronto soccorso sassarese una media di 150 pazienti al giorno e un 23% di ricoveri. Possibile delocalizzazione a Bosa dei pazienti stabili e a bassa intensitĂ di cura.
Sassari â 19 posti letto nella Medicina interna dell’ospedale di Bosa consentiranno di ridurre la presenza dei ricoverati nelle strutture di Medicina interna, Geriatria e Patologia medica del Santissima Annunziata di Sassari. Ă questa la disponibilitĂ assicurata dalla struttura ospedaliera della Planargia alla direzione strategica dell’Aou di Sassari che potrĂ , cosĂŹ, delocalizzare pazienti con patologie stabili che necessitano di ricovero. Una situazione che consentirĂ all’azienda di viale San Pietro di fronteggiare l’altissimo numero di accessi al Pronto soccorso del Santissima Annunziata registrati in queste settimane.Â
La direzione strategica ha allertato le strutture di Bed management e il Servizio dei trasporti sanitari per predisporre gli eventuali trasferimenti.
In questi giorni è stata registrata una media giornaliera di quasi 150 accessi non Covid, con punte di 170, con pazienti che arrivano anche dalla Gallura e dal Nuorese.
Questa mattina i tre reparti di Medicina interna, Geriatria e Patologia medica hanno dovuto far fronte a un alto numero di ricoveri.
ÂŤA fine mattinata â ha fatto sapere Bed manager, Piero Bulla â la situazione si era giĂ normalizzata in Medicina e nel primo pomeriggio andava migliorando anche negli altri due repartiÂť.
Dal Pronto soccorso, intanto, arriva l’invito a verificare i tempi di attesa prima di recarsi alla struttura di viale Italia. ÂŤI dati sull’app “MonitorPs Sardegna” sono aggiornati in tempo reale â afferma il direttore del Pronto soccorso Mario Oppes â e scegliere anche le strutture su queste informazioni, e per patologie a bassa intensitĂ di cura, aiuta a decongestionare il pronto soccorso e a ridurre le attese per i pazientiÂť.
ÂŤStiamo ricoverando circa il 23 per cento dei pazienti che accedono al nostro Pronto soccorso â spiega il direttore sanitario dell’Aou Franco Bandiera â spesso per patologie di intensitĂ medio bassa che potrebbero essere trattate tranquillamente negli ospedali della zona di provenienza o addirittura in strutture ambulatoriali. Nel frattempo, diventa difficile dimettere quei pazienti che hanno bisogno di essere trasferiti in una lungodegenza e in una RsaÂť.
ÂŤGran parte dei pazienti viene centralizzato a Sassari ed è necessario che gli ospedali periferici sopperiscano alle necessitĂ di quello sassarese. Il nostro è un hub â prosegue Bandiera â e dovrebbe prendere in carico il paziente ad alta intensitĂ di cura mentre quelli a bassa intensitĂ dovrebbero andare in periferia. Ă quello che la rete ospedaliera deve fareÂť, precisa ancora il direttore sanitario.
A creare affollamento è, senza dubbio, anche la pandemia da Sars-Cov-2. La trasformazione di alcuni reparti ordinari in reparti Covid ha visto quelli internistici svolgere anche il ruolo di quelli convertiti.
La direzione strategica dell’Aou sassarese, intanto, resta sempre in allerta per la recrudescenza della pandemia. ÂŤAbbiamo imparato a conoscere questa malattia â riprende Bandiera â prima aumenta lentamente e quando i numeri salgono velocemente, a distanza di alcuni giorni, crescono anche i ricoveri. Questo potrebbe portarci a dover “reclutare” altri reparti Covid, con possibili ripercussioni sulle altre unitĂ operative No-Covid, con possibile loro affollamentoÂť.



