ENERGIA: O. NAPOLI, DESTRA E SINISTRA INVOCHERANNO DRAGHI ANCHE DOPO 25 SETTEMBRE

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​ ​ ​ Quelli che da destra e da sinistra invocano l’intervento salvifico di Mario Draghi per calmierare i prezzi dell’energia sono gli stessi che ieri lo hanno con irresponsabile leggerezza sfiduciato in Parlamento.

Oggi però alla sagra dell’ipocrisia si aggiunge una pericolosa confusione sugli strumenti per intervenire. La destra è spaccata: Forza Italia e Lega chiedono uno scostamento di bilancio stimato in 30 miliardi di euro, Fratelli d’Italia invita alla prudenza tipica di chi, sentendo l’odore del governo, si rende conto dell’azzardo che potrebbe scassare i conti.

​ ​ ​ Non vanno meglio le cose sul fianco sinistro dove si risvegliano istinti leninisti-marxisti, con la proposta di tassazioni punitive per tutte le grandi aziende, di qualsiasi settore, al contrario di Azione che chiede una tassazione degli extra profitti delle aziende energetiche al 50%, e il divieto di voto per i jet privati.

agli elettori si rende sempre più evidente che l’affermazione netta di uno dei due schieramenti porterebbe l’Italia all’avventura e in pochi mesi il debito pubblico entrerebbe in una pericolosa spirale. La verità, semplice, è che l’invocazione di Mario Draghi, sempre sostenuto da Azione e Italia Viva, non vale solo per l’oggi.

Essa continuerà anche dopo il 25 settembre, come Calenda e Renzi auspicano da sempre.