La nostra Ambasciata, tramite il vice Ambasciatore Luigi Mattirolo, ha commemorato con una cerimonia a Saranda, nella parte meridionale del Paese balcanico, l’eccidio e il sacrificio supremo di un contingente di 120 ufficiali militari nostri Connazionali che nell’autunno del 1943, a seguito dell’Armistizio dell’otto settembre, diedero prova di straordinario valore opponendosi ai rastrellamenti nazisti e unendosi alle popolazioni locali nella lotta di liberazione dell’Albania
La Perugia era una delle 6 divisioni del Regio Esercito Italiano che a tutto settembre di 79 anni fa, presidiavano l’Albania. La firma dell’atto di Armistizio, che apriva le porte dell’Italia ai liberatori anglo americani, nell’immediato determinò una crisi nella catena di comando delle unità del nostro Paese dislocate all’estero, in particolare in merito all’atteggiamento che andava tenuto nei confronti dei tedeschi, cosicché ciascuna divisione agì in base alla situazione locale.
La Perugia giunse a Saranda il 21 settembre, schierandosi a difesa del porto e respingendo l’assalto nazista. Successivamente, nel tentativo di raggiungere porto Palermo, nella provincia di Himara sopra Saranda, e di potersi invano imbarcare per approdare in Puglia, i nostri ufficiali, disarmati poiché avevano ricevuto l’ordine di consegnare le proprie armi ai gruppi partigiani locali, vennero fatti oggetto di una spietata caccia all’uomo da parte tedesca: a baia Limion, fu trucidato il comandante di divisione generale Chiminello, e la stessa tragica sorte fu subita da molte decine di ufficiali del contingente. Alcuni storici asseriscono che l’eccidio della Perugia costò la vita a oltre 120 militari, secondo talune ricostruzioni addirittura a 150.
I 170 ufficiali sopravvissuti alla folle vendetta nazista, unendosi ai battaglioni Gramsci e Matteotti, presero parte con esemplare coraggio a numerose azioni di respingimento e allontanamento dei tedeschi e, il 28 novembre 1944, contribuirono alla riconquista di Tirana e alla sua liberazione dal giogo delle truppe hitleriane.
Nel corso di una cerimonia semplice ma commossa e partecipata, il vice Ambasciatore Mattirolo, coadiuvato dalle autorità militari della nostra sede diplomatica e dai rappresentanti istituzionali locali, ha deposto una corona al memoriale che ricorda il sacrificio estremo e imperituro dei soldati Italiani. Alla commemorazione hanno preso parte il Colonnello Nicola Piccolo, addetto alla sicurezza dell’Ambasciata, il Sindaco di Saranda Adrian Gurma, il viceprefetto Mirosh Birjani e la Console generale d’Italia Iva Palmieri, assieme a una importante rappresentanza di cittadini Italiani residenti nella circoscrizione di Saranda.
Dir politico Alessandro ZORGNIOTTI




