Cheese accende i riflettori sulla loro importanza
Sono cruciali per la difesa del patrimonio culturale e paesaggistico italiano, ma rappresentano anche uno strumento di sviluppo in ambito turistico sostenibile
Non può esserci prato stabile senza transumanza: ecco perché la cura e lo sviluppo dei sentieri percorsi dalle greggi non può più attendere. Cheese, dove è stato presentato il manifesto Salviamo i prati stabili, i pascoli e i pastori, accende la luce sull’importanza della salvaguardia delle vie della transumanza, i sentieri lungo i quali, stagione dopo stagione, si muovono pastori e animali.
Una necessità per l’allevamento, un’opportunità per l’economia
La pratica della transumanza è intimamente legata al rapporto spirituale con la natura e alle tradizioni storiche tra allevatori. Oltre a ciò, svolge un ruolo fondamentale nella tutela e nella salvaguardia del paesaggio, contrastando l’abbandono di aree interne, e rappresenta un potenziale strumento di sviluppo in ambito turistico sostenibile. Un turismo che non è necessariamente legato alla partecipazione diretta alle pratiche transumanti, ma che riguarda la valorizzazione delle località attraversate dalle greggi, attraverso lo sviluppo di una rete di ospitalità diffusa, che alleggerisca il carico sulle mete turistiche ormai al collasso.
La transumanza, orizzontale o verticale
Sono due le tipologie di transumanza: verticale e orizzontale. La prima, diffusa perlopiù al nord, prevede lo spostamento di greggi e mandrie nei territori montani, per portare le bestie agli alpeggi; la seconda, maggiormente caratteristica delle zone mediterranee, consiste nello spostamento nelle regioni pianeggianti.
Ogni anno l’abruzzese Viola Marcelli affronta le difficoltà della transumanza, arrivando fino a 2000 metri di altitudine. Marcelli, agronoma specializzata in zootecnia, è proprietaria della Porta dei Parchi, agriturismo nel cuore verde di Anversa degli Abruzzi, nell’aquilano. La transumanza è un’esperienza che le permette di stimolare ulteriormente la creatività, entrando in contatto con pastori di altre culture, un momento di profondo arricchimento. Roberta Colombero, allevatrice di bovini di razza Piemontese, invece i tre mesi estivi li passa in Val Maira, in provincia di Cuneo, al confine con le montagne francesi a circa 2100 metri di quota. Le sue vacche vengono munte a mano e in alpeggio, dove i suoi animali brucano erbe sempre fresche, ottiene un latte intriso di profumi di montagna.
Un bene diventato patrimonio Unesco
L’11 dicembre 2019 le vie della transumanza hanno ottenuto il riconoscimento da parte dell’Unesco: «Un ottimo punto di partenza per diffondere un’attività della tradizione alle nuove generazioni – dice Nicola di Niro, direttore dell’agenzia di sviluppo Asvir Moligal –. La transumanza è un’esperienza inimmaginabile perché unisce i territori, i borghi e costituisce una rete molto estesa di strade viarie».
«All’interno dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale – spiega il direttore Leandro Ventura – è attivo un laboratorio permanente sul paesaggio per documentare e studiare le trasformazioni connesse alle attività legate a patrimoni come la pastorizia, le pratiche agricole e l’architettura rurale». Tra le attività organizzate, la mostra intitolata Racconti (in)Visibili: tra cielo e terra, un grande progetto espositivo itinerante incentrato sulla varietà e sulla rilevanza del patrimonio immateriale. Questa mostra, di carattere internazionale, attualmente si trova a Madrid ma farà tappa anche all’Avana, a Cuba, grazie alla collaborazione con gli istituti italiani di cultura. La mostra racchiude momenti legati alla transumanza, in particolare nella lingua tra Lazio e Abruzzo.
Qui gli appuntamenti da non perdere per i giornalisti
L’elogio alla siepe
«Abbiamo bisogno di siepi, prati permanenti, di un’agricoltura mista e di un allevamento che rispetti gli animali, le piante e le persone. Ma come possiamo farlo?» Gilles Luneau è uno scrittore, giornalista e regista francese che si occupa da molti anni di globalizzazione e agroalimentare, nonché del rapporto tra uomo e natura e tra città e campagna.
A fianco dei pastori
Negli ultimi 40 anni, il nostro Paese ha perso la stragrande maggioranza dei pastori. Il sopravvento della società industriale e urbana su quella rurale ha favorito l’abbandono dell’attività. Correre ai ripari è però ancora possibile e i dati di una crescita di interesse di molti giovani a questo mestiere fanno ben sperare.
Cheese 2023 è realizzato con il supporto della Regione Piemonte e il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e forestale, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Ministero del Turismo.


