Le opere di Enrico Magnani, artista “a 360°”

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Le opere di Enrico Magnani, artista “a 360°”, esposte con “Chroma & Critica” al MIIT di Torino, interpretate da Guido Folco, dal 7 al 18 marzo

TORINO – Enrico Magnani è un giovane ed eclettico artista italiano, già un maestro, con le sue idee e proposte creative (non solo pittoriche), che esporrà al MIIT dal 7 al 18 marzo e che un amante dell’arte non può non conoscere per arricchire il proprio bagaglio culturale e ricevere dalle sue opere forti stimoli emotivo-intellettivi. E le ragioni sono riassunte in questo breve curriculum.

Le sue opere, figlie di un talento poliedrico, integrano – paradossalmente ed in maniera magistrale – originali creatività artistiche, istintività, scienza, emotività e spiritualità. Laureato in ingegneria nucleare al Politecnico di Milano, ha lavorato come ricercatore scientifico nel campo della fusione nucleare presso il KIT (Karlsruhe Institute of Technology).

Le create originali opere astratte lo hanno posto all’attenzione internazionale e sono state presentate in musei, fondazioni, gallerie private e istituzioni pubbliche in Europa e Stati Uniti. Con il brand Kangra ha realizzato la collezione di moda “Art Couture – un maglione d’artista”.

È co-curatore e co-autore del volume “Advances in Cosmology” edito da Springer. Tiene seminari e workshop sulla creatività, esplorando l’uso costruttivo dell’errore e dell’intuizione…

In fondo a questo articolo si potrà leggere anche dove ha esposto.
Il Museo MIIT è quindi molto lieto e orgoglioso di presentare “Chroma & Critica” 15 anni di sinestetica visione, con le opere di Magnani interpretate – in retrospettiva e interattiva – da Guido Folco.

“Chroma & Critica”, è una esposizione che presenta l’opera di Enrico Magnani con particolare attenzione all’evoluzione dell’artista dal punto di vista del critico e storico dell’arte. Un operare che ha tracciato un sentiero artistico assolutamente unico e fuori da ogni schema precostituito.

Il percorso espositivo offre una selezione di opere iconiche realizzate dall’artista tra il 2010 e il 2024. Il visitatore potrà seguire l’evoluzione stilistica di Magnani – accompagnata dai testi di Guido Folco – dalle prime opere materiche, dense di textures, fino alle più leggere opere cosmogoniche, tra fluorescenze e fosforescenze che evocano le profondità e i misteri dello spazio profondo.

Un percorso che ha portato Magnani a esplorare, in una sorta di viaggio ideale, prima la terra e poi il cosmo, sempre con un occhio di riguardo al ruolo dell’uomo come spettatore e protagonista di questo continuo mutamento.

Scrive di lui, tra l’altro, lo storico Guido Folco. “…In mostra anche una ricca raccolta di materiali storici – tra cui articoli, riviste, cataloghi e documenti di esposizioni condivise – che permetterà al visitatore di immergersi in una retrospettiva che attraversa molte delle principali città d’Europa e Stati Uniti: un itinerario sia geografico che artistico tra gallerie, musei e sedi di prestigio internazionale.

Magnani si conferma un artista dal talento poliedrico e innovativo con la sua incessante ricerca e capacità di abbracciare molteplici forme espressive; un talento che ha ormai ottenuto importanti riconoscimenti internazionali, affermandolo come una voce autorevole nell’arte contemporanea…”.

Guido Folco ha avuto (e avrà nella presentazione dell’inaugurazione) – tra i suoi meriti – la capacità di aver saputo tradurre il linguaggio visivo dell’arte in parole, rendendo accessibili concetti complessi e aiutando il pubblico a comprendere e apprezzare l’opera di Magnani…

Con una breve sintesi riportiamo ora il curriculum espositivo di Enrico Magnani relativo agli ultimi 10 anni.

2015. Una sua opera viene esposta nella mostra “From Picasso to contemporary artists” presso l’Oud Sint Jan Museum di Bruges. In settembre esce il suo primo catalogo antologico pubblicato e presentato al MIIT di Torino. In ottobre un suo progetto artistico, “Cosmic Hug – Connecting art and people together”, è portato alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, in un evento a favore della Akbaraly Foundation.

2016. Istituto di Cultura di Praga con la personale “Magnum Opus”. In maggio a Chicago, presso lo Zhou Brothers Art Center, crea la collezione “Universal Flag”. In novembre il film documentario “Enrico Magnani – Mystical Treasures”.

2017. “L’oro della Terra”, mostra nei Chiostri di San Domenico a Reggio Emilia. In settembre è a Chicago presso l’Istituto Italiano di Cultura con la sua personale “Supernova – Birth to Life”.

2018. Roma, sala del Cenacolo, la personale “Supernova – Figurazioni Cosmiche”; in luglio “Maestri Reali” presso la Biblioteca Nazionale di Torino; in ottobre, Roma, è nella Galleria D. d’Arte in occasione del Rome Art Week.

2019. “Supernova Dark Matter” al CERN (European Organization for Nuclear Research) a Ginevra nella mostra “Searching the Unknown”; in settembre la mostra viene portata a L’Aquila presso il Gran Sasso Science Institute (GSSI) in occasione del Congresso Nazionale della Società Italiana di Fisica (SIF) e della Notte Europea dei Ricercatori.

2020. Per i Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS-INFN) a L’Aquila, nasce l’installazione permanente “Quintessence”, successivamente allestita su cinque pareti della divisione ricerca. L’opera, ispirata alla fisica astroparticellare, ha lo scopo di sviluppare e promuovere l’interazione tra il mondo dell’arte e il mondo della scienza per una nuova visione e comprensione del nostro universo. L’opera sarà documentata attraverso un catalogo promosso dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).2022.

A Bologna, in occasione di ICHEP 22 (International Conference on High Energy Particles), presenta la mostra interattiva “Light in the Dark”, opere fluorescenti e fosforescenti a carattere cosmologico, che reagiscono alla luce ultravioletta delle torce utilizzate dagli spettatori. In settembre è a Cagliari in occasione del “Gravitas Fest”, organizzato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).

In ottobre presenta le sue opere e partecipa come relatore sul tema Arte e Scienza al Festival della Scienza di Genova. In novembre è a Napoli alla Galleria Frame Art Artes con la personale “Totem e Tao”. In dicembre esce il libro “Advances in cosmology”, con un capitolo dedicato alle interazioni tra arte e scienza.

2023. in occasione della conferenza internazionale “Supernova Neutrino Detection”, presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, a l’Aquila presenta ai ricercatori la sua installazione permanente tra arte e scienza “Quintessence” (presente in loco).

In ottobre espone a Genova in occasione del XXI Festival della Scienza; in novembre espone presso la biblioteca del CERN a Ginevra, insieme al Premio Nobel Michel Mayor (con cui ha scritto un libro), e a Milano, presso l’università IULM, dove presenta in anteprima “Art Couture”, la collezione tra arte e moda ispirata alle sue opere cosmogoniche e realizzata per il brand di eccellenza nel cashmere, Kangra.

2024. Esce la Capsule Collection “Art Couture – Un maglione d’artista” creata da Magnani in collaborazione con il marchio Kangra, in settembre presentata a Bologna e successivamente in varie città d’Italia. Le sue opere cosmogoniche entrano nel mondo della moda e prendono vita diventando capi da indossare, unendo estetica, funzione e significato in un unico prodotto.

2025. Oltre questa mostra al MIIT sono previste due esposizioni: a Pesaro, Italia Altomani Contemporary in luglio-agosto e a San Francisco, USA – Istituto Italiano di cultura – Innovit – in dicembre.

L’inaugurazione della mostra torinese avrà luogo presso il Museo MIIT di Torino, situato in Corso Cairoli 4, il 7 marzo 2025 a partire dalle ore 18. L’evento, aperto al pubblico, sarà caratterizzato da un dialogo tra l’artista e il curatore, offrendo un’opportunità di incontro e riflessione che coinvolgerà artisti, critici e appassionati d’arte.

Orari visite: dal martedì al sabato 15.30-19.30; altri giorni su appuntamento per visite guidate, gruppi, scolaresche. Info: 011.8129776 / 334.3135903.
Nota finale. Nell’osservare le sue opere può succedere di venire colti da “sinestesia” (un fenomeno sensoriale/percettivo che indica una “contaminazione” dei sensi: si può vedere un colore e sentirne il profumo, vedere uno strumento e sentirne il suono… un fenomeno neurologico che si realizza quando stimolazioni provenienti da una via sensoriale o cognitiva inducono a parallele esperienze, automatiche, in un secondo percorso sensoriale o cognitivo).

Fenomeno questo che può succedere in molte situazioni ma che nell’arte – quando questa soddisfa alcuni criteri di creatività, originalità, equilibrio e bellezza che colpiscono il nostro inconscio – è più frequente.

La mostra MIIT è stata quindi, giustamente, definita dal co-curatore storico dell’arte Guido Folco “15 anni di “sinestetica visione” (il secondo curatore è Kerstin Petrick, un’artista e curatrice d’arte), 15 quanti sono gli anni di collaborazione tra il MIIT e l’artista.

Nella foto: la locandina d’invito con ingresso gratuito e, da sinistra, Folco e Magnani a Copenhagen.

franco cortese

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