Il 21 aprile, il campanone di San Pietro ha scandito i suoi tocchi «a morto» solo verso mezzogiorno. Avrebbe dovuto suonate subito dopo l’annuncio del decesso di Francesco, due ore prima
I «sanpietrini» ci hanno messo due ore per capire che la catena del campanone era rotta da Natale, quando aveva suonato l’ultima volta. La manutenzione e il personale della Fabbrica sono così malmessi che persino i cardinali già giunti a Roma lo hanno notato e lo hanno detto nelle prime congregazioni generali.
Altra novità di questa Sede Vacante: sul tavolo vengono messe numerose carte che i porporati leggono ai confratelli: lettere di nunzi apostolici ignari di quello che girava contro questo o quel porporato, lettere inviate in nome «dell’autorità suprema» sgangherate e al limite dell’offensivo, «istruttorie» fatte da psicologi che senza neanche interrogare gli accusati facevano comminare scomuniche e sopprimere Istituti religiosi, le enormi parcelle che i «visitatori e commissari apostolici» si facevano pagare cash dai malcapitati che ricevevano le loro attenzioni e tutta una serie di altre miserie.



