Messaggio istituzionale di fine anno del Cancelliere Europeo della World Organization of Ambassadors -Europa

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L’anno che ci apprestiamo a concludere è stato particolarmente complesso e delicato sul piano internazionale

Le tensioni tra Stati Uniti, Russia ed Europa hanno continuato a segnare uno scenario globale fragile, mentre i principali conflitti in corso non mostrano ancora segnali concreti e duraturi di soluzione.

Sul fronte mediorientale, nonostante un primo intervento significativo volto a favorire un cessate il fuoco nel conflitto israelo-palestinese, la situazione resta estremamente instabile. Le azioni del terrorismo continuano a ostacolare ogni serio tentativo di riappacificazione, aggravando una crisi che colpisce duramente le popolazioni civili.

In Europa orientale, il conflitto tra Ucraina e Russia permane senza prospettive immediate di risoluzione. Le iniziative diplomatiche internazionali non hanno prodotto risultati condivisi e sostenibili.

L’Unione Europea, pur spesso marginalizzata nei processi decisionali, continua a rivendicare un ruolo centrale nei negoziati di pace, opponendosi a soluzioni che prevedano la cessione di territori e difendendo il principio dell’integrità e della sovranità degli Stati. In gioco vi è anche la credibilità dell’Europa come attore politico e diplomatico.

La diplomazia internazionale appare oggi in una fase di forte difficoltà, così come le Nazioni Unite, chiamate a ritrovare un ruolo più incisivo e autorevole in un contesto globale sempre più frammentato.

Con l’ingresso nel 2026, al di là delle consuetudini legate al cambio di calendario, restano aperte questioni cruciali: i conflitti continuano, le tensioni crescono e il rischio di una pericolosa escalation globale non può essere ignorato. In particolare, il Medio Oriente – dal Libano all’Iran, dalla Cisgiordania alla Siria – rimane un’area di profonda preoccupazione.
L’auspicio è che si possano finalmente creare le condizioni politiche e diplomatiche necessarie per porre fine a guerre che continuano a colpire soprattutto le popolazioni civili.

Ogni conflitto, in Medio Oriente, in Europa o in Africa, merita la stessa attenzione e lo stesso impegno da parte della comunità internazionale.

Con realismo ma anche con fiducia, si guarda al nuovo anno nella speranza che la diplomazia torni a essere uno strumento forte, credibile e coraggioso, capace di costruire percorsi di pace duraturi.
Buon anno a tutti.

Cav. Giuseppe PRETE pres. EUROPEAN CHANCELLOR WOA